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Lavoro in nero: scoperti 29 lavoratori irregolari nel Pistoiese.

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La Guardia di Finanza di Pistoia ha incrementato i controlli contro il lavoro nero e irregolare durante il periodo estivo, identificando in totale 29 lavoratori, di cui 25 completamente in nero e quattro irregolari. Le ispezioni hanno riguardato quattro imprese nella Valdinievole e nella piana pistoiese, portando anche alla denuncia di circa 280mila euro di ricavi non dichiarati e all’applicazione di sanzioni amministrative per circa 200mila euro in materia giuslavoristica.

Le operazioni, svolte dagli uomini del Gruppo Pistoia e della Compagnia di Montecatini Terme, si sono basate su specifiche analisi di rischio e sul monitoraggio dei social media, utilizzati dalla Guardia di Finanza per rintracciare attività economiche e iniziative promosse online.

Tra i controlli, uno ha riguardato un evento serale in una struttura ricettiva della Valdinievole, pubblicizzato sui social e organizzato da un’associazione campana attiva nell’event planning. All’interno della struttura sono stati scoperti 10 lavoratori privi della comunicazione di assunzione, tra cui un cittadino bengalese in Italia per motivi umanitari ma senza titolo abilitante al lavoro. Sono stati inoltre individuati altri quattro lavoratori assunti con contratto “a chiamata”, ma risultati irregolari.

Dal punto di vista fiscale, l’attività economica è risultata sconosciuta al fisco negli anni 2022 e 2023. La Guardia di Finanza ha rilevato oltre 280mila euro di ricavi non dichiarati e ha applicato sanzioni amministrative per circa 130mila euro, alla massima entità prevista. Il titolare è stato inoltre segnalato alla Procura di Pistoia per la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi e per violazioni della normativa sull’immigrazione.

Altre ispezioni hanno interessato la zona della provincia di Pistoia al confine con Prato, concentrandosi sul settore tessile e manifatturiero. In tre aziende gestite da imprenditori di origine cinese, individuate grazie a specifiche analisi di rischio, i finanzieri hanno scoperto un totale di 15 lavoratori in nero, tutti cittadini cinesi. Dieci di loro, secondo le informazioni fornite dalla Guardia di Finanza, erano privi del permesso di soggiorno.

Per uno di questi lavoratori è stata disposta l’espulsione con accompagnamento al Centro di permanenza per il rimpatrio di Caltanissetta. Per le tre aziende sono state imposte sanzioni amministrative per circa 60mila euro. Due dei titolari sono stati inoltre segnalati all’autorità giudiziaria pistoiese per l’utilizzo di manodopera priva di regolare titolo di soggiorno.

Tutte e quattro le attività controllate sono state riferite all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pistoia per la sospensione temporanea dell’attività, prevista quando la percentuale di lavoratori in nero supera il 10% del personale subordinato presente.

La Guardia di Finanza rimarca che per gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza e che eventuali responsabilità dovranno essere accertate tramite sentenza definitiva. Le operazioni, secondo quanto comunicato dalle Fiamme Gialle, rientrano nell’attività di contrasto all’evasione fiscale e al lavoro sommerso, che sono considerati fattori di distorsione della concorrenza e di svantaggio per i lavoratori e le imprese che operano nel rispetto delle normative.

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