Ieri si è tenuta una manifestazione di corsa e camminata lungo la Via Francigena, un percorso di circa 26 chilometri che partiva da Piazza del Seminario a San Miniato, in provincia di Pisa, e si concludeva a Gambassi Terme, in provincia di Firenze. Questo evento è stato organizzato in memoria di Massimo Tedeschi, fondatore e presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene.
Il tracciato è rimasto pressoché invariato rispetto a quello percorso 1.100 anni fa da Sigerico, Arcivescovo di Canterbury. Attraversa luoghi significativi come le Pievi dei Santi Pietro e Paolo a Coiano e Santa Maria a Chianni, e si avvicina alla Torre di Federico II di Svevia. Prosegue anche accanto ai Tabernacoli della Madonna della Tosse e della Visitazione, che un tempo ospitavano affreschi di Benozzo Gozzoli, attualmente esposti nel museo Benozzo Gozzoli nel centro storico di Castelfiorentino. Il cammino giunge infine fino al Convento Francescano di Sacro Monte a San Vivaldo e al campanile circondato dalle mura di Montaione.
“Un percorso della memoria – ha dichiarato il presidente della Regione Giani – che restituisce alla figura intera tutto il valore che la Toscana ha in termini di testimonianze storiche ed artistiche, evidenziando il ruolo fondamentale del paesaggio nel definire l’identità umana e civile di un territorio e delle sue comunità. La Via Francigena è stata concepita per essere percorsa da visitatori e non da turisti frettolosi; è un’esperienza che racchiude la nostra tradizione, come italiani ed europei, in grado di vivere il passato all’interno della modernità del presente.”
“È un viaggio a ritroso nel tempo – ha aggiunto Alessio Spinelli, consigliere del presidente Giani per il Terzo Settore e le Pro Loco – lungo il cammino dei pellegrini diretti a Roma dal Santo Padre. La natura lungo la Via Francigena definisce, più di ogni altro elemento, il profondo significato di questo itinerario, da percorrere con gli occhi e con l’anima per lasciarsi sorprendere da un’atmosfera unica.”
“Questo cammino – ha concluso Francesco Ferreri, presidente dell’Associazione europea Via Francigena – può essere visto come una metafora della vita. Il passato rimane alle spalle, nei metri già percorsi, mentre il futuro è rappresentato dalla meta che ci attende. Passo dopo passo, ogni metro guadagnato è un traguardo personale; questi passi restituiscono molto di più della fatica necessaria per percorrerli.”
Fonte: Regione Toscana
