Novanta edizioni, quasi un secolo di storia da esplorare attraverso immagini, manifesti e video. La Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze si presenta.
In occasione della novantesima edizione, che si svolge alla Fortezza da Basso di Firenze fino al 3 maggio, al Padiglione Cavaniglia è allestita “La Mostra in mostra: 90 anni tra storia e futuro”, curata dall’Archivio storico della Regione Toscana con il supporto di Artex, continuando così il percorso iniziato nel 2016 per valorizzare e diffondere il ricco patrimonio documentale dell’Archivio della Mostra dell’Artigianato.
L’esposizione ricostruisce la storia della manifestazione, avviata nel 1931 a Firenze (interrotta solo dal 1941 al 1946), attraverso un percorso cronologico che guida i visitatori dalle origini ai giorni nostri e mette in evidenza i cambiamenti che hanno segnato il Novecento e i primi anni del Duemila. Ogni sezione presenta tre decenni della Mostra, con fotografie d’epoca, filmati, manifesti e documenti originali, risalenti fin dagli anni Trenta, che catturano l’atmosfera delle prime edizioni, accompagnando il visitatore nell’evoluzione dell’artigianato, dalle produzioni locali alle aperture internazionali, sino alle più recenti innovazioni.
“Il progetto di raccontare come si sia evoluta nel tempo una mostra che, in novant’anni di esistenza, è diventata un appuntamento tradizionale per Firenze e tutta la Toscana, offre un’importante occasione per ricordare i cambiamenti nei modi di produrre e soddisfare le esigenze e i gusti di epoche diverse. Il lavoro dell’Archivio storico della Regione Toscana, con il coordinamento di Artex, ha recuperato momenti di storia collettiva che non solo sottolineano il valore dell’artigianato toscano e internazionale, ma anche permettono di ripercorrere, attraverso la grafica, gli oggetti, i cataloghi e le foto, le vicende che hanno caratterizzato quasi un secolo di vita italiana”, commenta il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.
“Grazie all’integrazione tra allestimento espositivo e materiali d’archivio, “La Mostra in mostra” offre un percorso immersivo che unisce storia e contemporaneità, narrando i cambiamenti di un secolo di storia e della mostra stessa”, afferma Elisa Guidi, coordinatrice di Artex e direttrice artistica di Mida 90. “Il visitatore è indirizzato in un racconto che valorizza l’evoluzione dell’artigianato e il ruolo centrale della memoria nella definizione dell’identità culturale del territorio”.
Come riportano gli archivi, già la prima edizione, tenutasi al Palazzo delle Esposizioni, contò 438 espositori e 30.000 visitatori.
Dopo l’interruzione causata dalla Seconda guerra mondiale, iniziò una fase di grande espansione: gli stand espositivi degli artigiani, provenienti da tutta Italia, furono organizzati in settori merceologici e suddivisi per materiali di produzione: paglia, metallo, cuoio, abbigliamento, tessuti, giocattoli, pietre, ceramica, legno, meccanica, arredamento.
All’esposizione erano ammessi solo artigiani che superavano una valutazione di una commissione tecnica come artigiani di livello artistico.
Nel 1948, in occasione della XII edizione, Firenze ospitò al Parterre sfilate di “Alta Moda” femminile aperte al pubblico e alla stampa.
Negli anni Cinquanta, la Mostra divenne internazionale; negli anni Settanta, si trasferì dal Parterre (dove era sempre stata) alla Fortezza da Basso, negli stessi spazi attuali.
Tra i documenti storici si trovano il primo manifesto, con un vaso rosso, ripreso anche nella locandina del 1947, le copertine dei cataloghi, foto in bianco e nero di allestimenti del passato e immagini a colori degli stand recenti.
L’Archivio storico della Regione Toscana, accessibile a cittadini, studiosi e ricercatori, conserva la memoria della manifestazione dagli anni Trenta agli anni Ottanta del Novecento e del’Ente che la organizzò. Il fondo archivistico include documenti, corrispondenza, progetti per gli spazi espositivi della Fortezza da Basso, elenchi degli espositori e cataloghi delle diverse edizioni, oltre a una significativa sezione fotografica, oggi anche digitalizzata, che testimonia l’evoluzione della Mostra nel tempo.
