Marco Cardone, Trasparenza per Empoli (foto gonews.it)
“La vicenda del Keu ci sta fornendo una lezione sorprendente: non si tratta di diritto, politica o ambiente, ma di fisica. Dopo anni di indagini e accertamenti, un fatto che sorprende emerge: il Keu è presente sotto la nostra terra, al di sopra delle nostre falde acquifere, ma attualmente non ci sono responsabili“. Così Marco Cardone, del Comitato Trasparenza per Empoli, riflette sulla questione del Keu che ha interessato diversi territori della Toscana, incluso il tratto tra Empoli e Castelfiorentino della Sr429, e su cui due processi stanno per iniziare.
“Se c’è un effetto, deve esserci anche una causa; è una delle fondamenta della fisica, prima ancora del diritto. Eppure, nel caso del Keu, sembra che si sia riusciti a superare anche questo limite della scienza. Abbiamo tonnellate di materiale interrate, luoghi specifici, opere realizzate, ma al momento non sappiamo chi o cosa abbia causato tutto ciò. È la prima grande rivoluzione scientifica interamente frutto della legislazione italiana.
Qui, sulle nostre terre, accade un miracolo. Se la legge ha seguito il suo corso, senza che emerga alcuna responsabilità per chi ha autorizzato e vigilato, dobbiamo accettare l’unica spiegazione rimasta: la fisica della materia ha dovuto piegarsi al diritto italiano. Su tutti i documenti, quel Keu appariva inerte e classificato come conforme. Tuttavia, una volta interrato, qualcosa è cambiato. In assenza di occhi e analisi, quella materia che sembrava innocua ha deciso di trasformarsi. Cromo, piombo, arsenico, idrocarburi sono apparsi dal nulla, come per generazione spontanea. Un evento talmente straordinario da richiedere una riscrittura dei manuali universitari di chimica e fisica; la Toscana come laboratorio a cielo aperto – o meglio, a cielo chiuso – di una mutazione della materia mai documentata prima. La fisica classica insegna che la materia conserva le sue proprietà a prescindere dalle opinioni di chi la osserva, ma evidentemente il nostro diritto è riuscito dove la scienza ha fallito: a modificare le caratteristiche della materia senza cambiarne la composizione. Un risultato così rivoluzionario da richiedere una nuova disciplina scientifica: la fisica amministrativa. Di fronte all’effetto e all’assenza della causa, rimane solo un miracolo. Sarà per questo che chi si occupa della bonifica non ordina la rimozione. Come si può rimuovere qualcosa che è apparso per volontà extraterrena? Non sia mai che si offenda il prodigio!“.
Per Cardone, “rimane una sola certezza: quando quelle sostanze raggiungeranno le falde acquifere, l’acqua che ne scaturirà non avrà certo gli effetti dell’acqua santa e, purtroppo, nemmeno le leggi della fisica potranno più essere alterate da un atto di governo tardivo“.
