Il tour della sanità di Monni arriva a Livorno: "Investiremo nell'ospedale e nella sanità territoriale"

Il tour della sanità di Monni arriva a Livorno: “Investiremo nell’ospedale e nella sanità territoriale”

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Monia Monni (Foto Regione Toscana)

Il vecchio e il futuro nuovo ospedale, il cui progetto sarà presto presentato alla conferenza dei servizi, la sanità territoriale destinata a rafforzarsi e l’integrazione che dovrà crescere: quella tra l’ospedale labronico e il territorio, ma anche quella dell’ospedale – “che non perderà nessuna delle sue specialità”, rassicura l’assessora Monni – con l’azienda ospedaliera universitaria di Pisa. “È importante – sottolinea – che ogni ospedale continui a svilupparsi senza duplicare i servizi, in modo da incrementare il livello di assistenza per i cittadini”.

Continua a Livorno il tour di confronto dell’assessora al diritto alla salute e alle politiche sociali Monia Monni con i professionisti della sanità regionale: un’iniziativa operativa, principalmente di ascolto, progettata per identificare le priorità nei prossimi cinque anni e definire insieme una road map per il cambiamento epocale che investirà la sanità regionale. Visita al mattino all’ospedale di Livorno. “Un edificio che ha cento anni e si nota – ammette Monni, parlando con i giornalisti dopo il colloquio con i primari e le primarie della struttura – ma un ospedale che intendiamo valorizzare e sul quale investirà”.

Nel corso dell’incontro si è discusso di case e ospedali di comunità e di come la sanità territoriale trasformerà anche gli ospedali. Si è parlato, naturalmente, dei lavori sul vecchio ospedale, del nuovo monoblocco che dovrà essere realizzato e dell’importante investimento che lo accompagna: 280 milioni, oltre a 50 milioni di risorse aggiuntive della Regione destinate all’ospedale e al territorio.

“Abbiamo discusso dell’alta specializzazione e dell’eccellenza che caratterizzano questo ospedale – continua Monni ai giornalisti – e sono rimasta colpita dalla differenza tra la struttura che ospita questa famiglia di medici, un edificio vetusto, e l’elevata qualità degli servizi offerti, dove il personale lavora come in una grande famiglia”.

“Siamo consapevoli delle carenze strutturali di questo ospedale – aggiunge l’assessora – lavoreremo per migliorare le condizioni della struttura, compatibilmente con il diverso destino delle varie parti; dove sono previste demolizioni è impensabile investire, mentre sicuramente lo faremo dove è necessario per garantire la dignità di chi lavora e di chi viene curato all’interno di questa struttura”.

I lavori al padiglione 24 del vecchio ospedale, riferisce la direttrice della Asl Nord Ovest Maria Letizia Casani, saranno completati entro la fine di luglio 2027, mentre il restauro con adeguamento sismico del padiglione 5 è previsto per marzo 2026.

“Continueremo a investire sul personale, sulla sua formazione e sulle attrezzature di questo ospedale – rassicura Monni – e affronteremo insieme questo passaggio verso il nuovo ospedale”.

“Sull’ospedale di Livorno – conclude Monni – investiamo circa tre milioni l’anno per sistemare ciò che può essere sistemato. È chiaro che vogliamo accelerare il processo di realizzazione del nuovo monoblocco”. Lo studio di fattibilità tecnico-economica è concluso ed è stato elaborato in collaborazione con gli operatori e le operatrici dell’ospedale. “La nuova struttura – specifica Monni – deve essere progettata attorno alle loro esigenze e competenze. A breve presenteremo questo progetto alla conferenza dei servizi, tra circa due mesi, e dopo la conferenza dei servizi trasferiremo il progetto a Inail, avviando la fase più operativa”.

“Dall’incontro di oggi – conferma la direttrice generale dell’Asl Toscana nord ovest, Maria Letizia Casani – sono emerse problematiche oggettive legate soprattutto ai limiti strutturali, ma anche un grande orgoglio per la professionalità e competenza di chi opera quotidianamente all’interno dell’ospedale”. “Questo – prosegue – rappresenta un importante riconoscimento per una struttura che offre numerose specialità di secondo livello e, proprio per la sua complessità e peculiarità, deve essere considerata come una realtà distinta, un patrimonio da tutelare e rafforzare in una fase delicata di transizione”.

“Accanto alle criticità – aggiunge – è fondamentale guardare ai traguardi già programmati. In questo percorso è davvero significativo anche il supporto della Regione”.

Fonte: Regione Toscana – Ufficio stampa

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