Dopo l’inaugurazione con la Prova aperta al Parco Fluviale La Rotta a Pontedera, l’evento conclusivo della ventottesima edizione del Collinarea Festival sarà La Giostra di Sartoria Caronte, nella sua versione Ubiqua. Questo grande evento offrirà uno spettacolo dislocato che combina opera, musica pop sperimentale, teatro, danza, video e suono, utilizzando tre palchi allestiti nel borgo grazie alla tecnologia “Connessioni”.
Dopo il successo della Tosca d’essai dell’anno scorso, il regista Loris Seghizzi e un team di oltre centocinquanta professionisti, tra artisti e tecnici, porteranno in scena, ancora sotto lo slogan di questa edizione del festival “Beyond technology” (Oltre la tecnologia), un incontro contemporaneo tra l’opera Lo Schiaccianoci di E.T.A. Hoffmann con musiche di P. I. Tchaikovsky e Pagliacci di R. Leoncavallo. La Giostra si presenta come una vertigine, intrecciando visivamente ed emotivamente Pagliacci e Schiaccianoci. L’opera di Leoncavallo inizia con l’arrivo di una compagnia di giro in un paese, mentre il racconto di Hoffmann è ambientato in un luogo fantastico, magico proprio come Lari. Il borgo si trasforma così in un contenitore scenografico, un palcoscenico diffuso. Vivere l’Opera Ubiqua come spettatori significa immergersi nello spettacolo, essere nel set, sentirsi partecipi della messa in scena. L’ubiquità e il luogo, il borgo di Lari, si alimentano a vicenda nella loro bellezza.
Nello spettacolo, La Giostra, Safi, una ragazzina di 14 anni, arriva a Lari con il fratellino Milo di dieci anni e i genitori per assistere a uno spettacolo “ubiquo” ispirato a Pagliacci, la celeberrima opera di Leoncavallo. Tuttavia, Safi è frustrata, poiché quella sera non può proseguire nel suo obiettivo di superare il livello “Re dei Topi” nel suo gioco, che trae spunto dalla storia di Schiaccianoci e il Re dei topi di E.T.A. Hoffmann, noto per il balletto con le musiche di Tchaikovsky. Arrivata nel borgo, rimane colpita da quanto questo luogo ricordi l’immaginario di Schiaccianoci, e si siede tra il pubblico. Quando inizia Pagliacci, come se fosse sotto un incantesimo, Safi si assopisce e si ritrova dentro il suo gioco. Da quel momento, le due storie iniziano a intrecciarsi.
Loris Seghizzi, codirettore artistico di Collinarea Festival: “Senza mai entrare nel giudizio, lo spettacolo crea una metafora sul nostro rapporto con il virtuale, invitandoci a riflettere su come la mente sia lo strumento di immaginazione più potente, in grado di creare parallelismi tra ciò che viviamo e ciò che desideriamo vivere; perfettamente capace di evadere da ciò che non ci piace e di permetterci di sognare. Il teatro è uno dei luoghi dove si può sognare, fantasticare e volare con l’immaginazione, rimanendo però a contatto con la materia viva: gli esseri umani. Così, “La Giostra” diventa anche una vera e propria chiamata al teatro.”
Nel mese di luglio, il borgo di Lari si trasforma in un teatro di formazione per giovani talenti, con quattro laboratori teatrali di contaminazione con le arti dello spettacolo dal vivo. Da oltre vent’anni, Sartoria Caronte organizza workshop all’interno di un progetto virtuoso e ormai consolidato di rigenerazione culturale e sociale, che per tradizione si svolge durante il grande evento estivo di Lari. Tre laboratori in programma sono realizzati in collaborazione con compagnie coinvolte negli spettacoli del Festival; un workshop è proposto da Sartoria Caronte per la costituzione del coro teatrale coinvolto nell’Operà Ubiqua, che sarà composto da persone di qualsiasi età, genere, lingua e cultura, anche senza esperienza teatrale. Si tratta di un’esperienza immersiva, in cui il teatro diventa uno spazio diffuso. La caratteristica fondamentale di chi desidera partecipare è la voglia di condividere un percorso creativo. L’obiettivo è costruire insieme una drammaturgia in movimento che restituisca l’effetto dell’ubiquità e collegare le tre location coinvolte. Il coro agirà attivamente in coreografie e a scandire ritmi, ciascuno nel pieno delle proprie possibilità. Il lavoro sarà diretto da Silvia Rubes, supportata dal regista Loris Seghizzi e dall’attore e costumista Eros Carpita, e si svolgerà sia all’aperto sia al chiuso nel borgo di Lari (PI), a partire dal 27 luglio (per candidature scrivere a info@sartoriacaronte.it; per info chiamare il 333 4379856 o 320 1137908).
Il programma completo del Collinarea Festival è disponibile online su www.collinarea.it.
Fonte: Ufficio stampa
