Accolti in Regione 31 giovani ambasciatori di pace Saharawi ospiti in Toscana

Accolti in Regione 31 giovani ambasciatori di pace Saharawi ospiti in Toscana

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Quest’estate, 31 bambine e bambini Saharawi sono stati accolti in Toscana attraverso programmi di solidarietà promossi da comuni e associazioni, principalmente nella zona di Firenze.

Questa mattina, i piccoli ambasciatori di pace Saharawi e i loro accompagnatori sono stati accolti a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Regione Toscana, dalla vicepresidente Bintou Mia Diop e dall’assessora Alessandra Nardini. All’incontro hanno partecipato anche i consiglieri regionali Irene Galletti, Lorenzo Falchi e Serena Spinelli, oltre ai rappresentanti delle amministrazioni comunali e delle associazioni che sostengono il popolo Saharawi.

Quella di stamani – ha dichiarato la vicepresidente Diop è stata un’iniziativa davvero significativa, che ha toccato tutti noi. Abbiamo lanciato un messaggio importante: in un mondo caratterizzato dall’individualismo, dai conflitti e dalla sopraffazione, la Toscana riafferma la propria identità attraverso l’accoglienza, l’integrazione, la pace e i diritti. Che questo avvenga nella nostra regione, la prima a abolire la pena di morte, testimonia il nostro impegno per la cultura della pace e il sostegno ai civili. Siamo molto felici ed emozionati di ospitare questi bambini, che portano freschezza, gioia e colori”.

È un onore e una gioia essere qui con le bambine e i bambini Saharawi che sono stati accolti in Toscana –, ha affermato l’assessora Nardini -. Desidero ringraziare le amministrazioni comunali, le associazioni di solidarietà e i rappresentanti del Fronte Polisario, che grazie alla presenza di queste giovani ambasciatrici e ambasciatori di pace, mantengono viva l’attenzione sulla causa del popolo Saharawi. Un popolo che – ha sottolineato Nardinida anni lotta pacificamente per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione, un diritto giusto ma ancora negato. Oggi, pensando a queste parole, non posso non considerare anche altri popoli privati del loro diritto all’autodeterminazione, come quello palestinese e le attuali vicende a Gaza e in Cisgiordania. La Toscana ha un legame profondo e duraturo con il popolo Saharawi: molte amministrazioni hanno firmato gemellaggi e accordi di amicizia nel corso degli anni. Continuiamo a lavorare per mantenere viva l’attenzione sulla causa del popolo Saharawi e a sostenerla convintamente”.

I bambini rimarranno in Toscana fino al prossimo 21 agosto, ospiti nei comuni della Val di Sieve, dell’Empolese Valdelsa e dell’hinterland fiorentino che partecipano al progetto di accoglienza.

Fonte: Regione Toscana

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