Il campo largo si divide all’interno della giunta regionale Toscana riguardo al progetto dell’ossicombustore di Peccioli, situato in provincia di Pisa. Questo progetto è stato recentemente sottoposto all’approvazione finale dalla Giunta dopo aver ricevuto un parere favorevole dalla Commissione di VIA (Valutazione Impatto Ambientale).
La delibera per il nuovo impianto dedicato al trattamento dei rifiuti è stata approvata con il voto contrario dell’assessore Alberto Lenzi di Avs, mentre ha ottenuto il sostegno dell’assessore all’Ambiente del M5s David Barontini, il quale in precedenza aveva manifestato delle perplessità circa l’iniziativa.
Questa decisione è stata presa a distanza di poche ore dalle dichiarazioni del presidente della Regione Eugenio Giani, che, al termine di un evento a Empoli, ha ribadito l’importanza della autorizzazione dell’impianto per evitare un eventuale incremento delle bollette dei rifiuti.
“Un passo significativo per la gestione dei rifiuti solidi urbani in Toscana – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – . Questo progetto di impianto di ossidazione termica, approvato dalla Giunta, è innovativo e rappresenta il primo esempio in Italia di tali dimensioni e portata.”
“Abbandoniamo l’approccio degli inceneritori e dei termovalorizzatori – ha aggiunto Giani – e ci spostiamo verso una dimensione tecnologicamente avanzata, che non emette sostanze nell’atmosfera e si basa su una scomposizione molecolare che, nell’ottica dell’economia circolare, genera materia trasformabile in energia. Peccioli diventerà un centro di sperimentazione e una guida per una Toscana che, nella gestione dei rifiuti, aspirerà a essere autosufficiente, evitando di conferire all’esterno i propri rifiuti e puntando a rigenerare la propria autosufficienza nello smaltimento.”
Il presidente ha accolto con soddisfazione la delibera approvata nonostante il voto contrario di Lenzi, considerandola una conferma del “successo politico” del campo largo. Giani ha chiarito che il dissenso dell’assessore al Lavoro Alberto Lenzi, rappresentante di Avs, emerge anche in riferimento al dibattito interno al partito a livello nazionale. Una diversità di opinioni, secondo il presidente, è legittima: “Non possiamo sempre essere d’accordo – ha detto Giani – Questa è una posizione legittima che accetteremo, anche se non è decisiva.”
Giani ha poi invitato alla cautela riguardo ai tempi di realizzazione dell’ossicombustore: “Preferisco non sbilanciarmi, ci sono ancora vari passaggi da completare – ha detto -, ma da una prospettiva strategica ci offre una visione di speranza per il futuro.”
In una posizione diversa, l’assessore all’Ambiente David Barontini, del M5s, ha votato a favore del progetto, mantenendo però la richiesta che non subisca alterazioni significative.
Dopo il voto, Barontini ha chiarito che la sua scelta non segnala un cambiamento di posizione politica riguardo alla gestione futura dei rifiuti in Toscana. Ha spiegato di aver votato a fronte della “conclusione di un lungo e complesso iter amministrativo” e “dell’esito della Conferenza dei servizi“, distinguendo questa fase dalle decisioni politiche future da adottare nel sistema regionale.
Per Barontini, si tratta di due contesti distinti: da un lato la responsabilità amministrativa di completare un procedimento ormai concluso, dall’altro la responsabilità politica di stabilire la strategia futura per i rifiuti. Una strategia che, secondo l’assessore, rimarrà focalizzata sulla prevenzione e riduzione dei rifiuti, sul recupero delle materie e sull’economia circolare, con la revisione del Piano regionale di economia circolare come strumento principale.
Barontini ha ribadito che “il voto di oggi non segna quindi un cambiamento di rotta politica, né deve essere interpretato come un via libera a una strategia basata sull’incenerimento.”
L’assessore ha infine sottolineato di aver ritenuto essenziale assumersi la responsabilità del voto su un iter amministrativo che ha raggiunto la sua conclusione, senza confondere questo atto con le scelte politiche future: “Il procedimento amministrativo è giunto a termine; il cammino politico continua nella direzione già tracciata“, ha concluso.
Il voto contrario di Lenzi ha ricevuto il supporto del gruppo di Avs in Consiglio regionale e dei rappresentanti di Sinistra Italiana ed Europa Verde. In una dichiarazione congiunta, Filiberto Zaratti, commissario di Europa Verde Toscana, Dario Danti, segretario di Sinistra Italiana, e i consiglieri regionali Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti hanno richiesto un ulteriore confronto sul progetto.
“Richiediamo alla giunta regionale di promuovere una riflessione ulteriore per non vincolare la Toscana per i prossimi decenni con una tecnologia a rischio e di aprire un confronto pubblico e trasparente con le comunità locali, i Comuni, Arpat e le associazioni. Le risorse pubbliche devono essere investite nella prevenzione dei rifiuti e nel riciclo a freddo”.
Avs evidenzia che il proprio no all’impianto di Peccioli si basa su “precise ragioni tecniche, finanziarie e politiche”.
Sotto il profilo economico, il costo dell’opera è stato messo in discussione, stimato tra 130 e 180 milioni di euro. Secondo Avs, “si tratta di un’operazione sprovvista delle necessarie garanzie finanziarie. Eventuali squilibri economici ricadrebbero inevitabilmente sui Comuni coinvolti e, tramite la Tari, sulle famiglie e sulle imprese toscane”.
Inoltre, la capacità prevista dell’impianto, pari a 177mila tonnellate di rifiuti all’anno, è giudicata da Avs eccessiva rispetto alle reali esigenze del territorio. Il partito teme che questo possa trasformare la provincia di Pisa in un centro di smaltimento per i rifiuti provenienti dall’intera Toscana.
Un altro aspetto critico è legato alla tecnologia: Avs considera l’ossicombustore come una soluzione ancora in fase sperimentale e non sufficientemente consolidata a livello industriale, comportando il rischio di vincolare la Toscana per i prossimi decenni a una scelta considerata troppo rischiosa.
Il partito collega inoltre il progetto di Peccioli al rinnovo dell’inceneritore di Montale, avvertendo che entrambe le iniziative potrebbero contraddire gli obiettivi di economia circolare sostenuti dalla Regione.
Di conseguenza, si chiede alla Giunta di riflettere ulteriormente e di intraprendere un confronto pubblico aperto con le comunità locali, Comuni, Arpat e associazioni: “Le risorse pubbliche devono essere investite nella prevenzione dei rifiuti e nel riciclo a freddo”, conclude AVS.
Tra le criticità segnalate da Avs figurano anche la capacità prevista dell’ossicombustore, di 177mila tonnellate di rifiuti all’anno. Una grandezza considerata, secondo il partito, “nettamente superiore ai reali bisogni del territorio, il quale rischia di diventare la discarica della regione.”
Il fronte contrario critica anche la tecnologia scelta. “Dal punto di vista tecnologico, ci troviamo dinnanzi a una scelta sperimentale e priva di consolidamento industriale su vasta scala, che costringerebbe la Toscana per i prossimi venti o trent’anni a una scelta insostenibile e legata a un modello obsoleto di smaltimento”.
Secondo Avs, il progetto, insieme al revamping dell’inceneritore di Montale, in provincia di Pistoia, rischia di entrare in contrasto con gli obiettivi regionali in materia di economia circolare: “Questa strategia rischia di smentire i dichiarati obiettivi di economia circolare della Regione”.
Avs propone infine una strategia alternativa, facendo riferimento alle esperienze in riduzione e prevenzione dei rifiuti già in atto in Toscana.
“Esiste già un’alternativa concreta ed ecologica tracciata dai territori virtuosi della nostra regione, come il Comune di Capannori, pioniere della strategia ‘Rifiuti zero”.
In contrasto, la reazione di Italia Viva/Casa Riformista è stata positiva nei confronti dell’approvazione della delibera. Francesco Casini ha espresso “grande soddisfazione per questo progresso nella gestione e smaltimento dei rifiuti”.
L’ossicombustore è un impianto che sfrutta un processo di “ossidazione termica senza fiamma”, utilizzando ossigeno puro come comburente anziché l’aria.
Questa divisione sul progetto mette in evidenza le differenti posizioni all’interno della maggioranza regionale riguardo alla strategia per la gestione e il trattamento dei rifiuti in Toscana, tra la necessità di potenziare la capacità impiantistica promossa dalla Regione e la richiesta di un maggior focus sulla prevenzione, sul riciclo e sull’economia circolare sostenuta da Avs.
