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I documenti delle strutture private saranno inclusi nel fascicolo sanitario elettronico toscano.

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Presto sarà possibile consultare anche i referti delle strutture private accreditate all’interno del fascicolo sanitario elettronico toscano.

Fino ad ora, il fascicolo, accessibile online o tramite l’app mobile, conteneva esclusivamente le prestazioni effettuate nel settore pubblico, presso gli ambulatori delle Asl e nei quarantatré ospedali e quattro aziende ospedaliero-universitarie toscane: analisi, referti di radiologia, specialistica ambulatoriale, anatomia patologica, vaccinazioni, farmaci prescritti ed erogati, verbali di pronto soccorso e lettere di dimissione ospedaliera.

Per garantire che anche le strutture sanitarie private accreditate contribuiscano al fascicolo sanitario, sarà disponibile un finanziamento a fondo perduto attraverso un bando di 8 milioni di euro, finanziato con fondi Pnrr, il Programma nazionale di ripresa e resilienza, già pubblicato.

Il problema del mancato caricamento è spesso legato all’uso di standard diversi e alla mancanza di un obbligo di legge. Le aziende che parteciperanno al bando dovranno aggiornare i loro sistemi informativi e caricare i referti firmati digitalmente nel fascicolo sanitario elettronico, secondo uno specifico standard di codifica internazionale, entro cinque giorni dall’erogazione della prestazione, come stabilito dal decreto nazionale.

Il fascicolo sanitario comprende anche una scheda riassuntiva redatta dal medico di medicina generale, contenente informazioni essenziali sullo stato di salute del paziente, come patologie, allergie e terapie in corso, concepita per essere facilmente consultabile (soprattutto in situazioni di emergenza). La Regione sta già lavorando a questa ulteriore evoluzione.

“Digitalizzare l’intera storia clinica degli assistiti toscani presenta numerosi vantaggi – commenta il presidente della Regione, Eugenio Giani -. Il primo riguarda i pazienti, che avranno un luogo dove recuperare tutte le loro informazioni cliniche, così come i medici che li seguono. Inoltre, il sistema sanitario nel suo complesso ne beneficia, poiché una maggiore quantità di dati, chiaramente anonimi, è fondamentale per la ricerca scientifica.”

“È chiaro – aggiunge l’assessora alla sanità e alle politiche sociali, Monia Monni – che tutto questo porterà a cure migliori e diagnosi più rapide e precise da parte dei medici, evitando ripetizioni di test. I cittadini non dovranno più trasportare faldoni di carta e verrà garantita una migliore presa in carico.” Tuttavia, affinché ciò avvenga, è necessario che i cittadini diano il consenso alla consultazione da parte di terzi. “Solo in questo modo – spiega ancora l’assessora – i vostri dati potranno essere utilizzati da tutti i medici che vi assisteranno.” È possibile fare questo online o tramite l’app Toscana Salute. Attualmente, poco più di 1 milione e 98 mila persone hanno attivato questa opzione, ovvero meno di un terzo della popolazione toscana: un piccolo aspetto da risolvere, per uno strumento molto utile che già conta oltre 501 mila visitatori trimestrali e oltre 1 milione e 140 mila accessi trimestrali totali.

Tutte e 420 le strutture sanitarie private accreditate che operano in Toscana sono state invitate a un open day programmato nei prossimi giorni, durante il quale saranno illustrate le finalità e le modalità di partecipazione al bando.

Il lavoro per ricevere e archiviare in totale sicurezza nel data center pubblico della Regione i documenti clinici delle strutture private accreditate è stato notevole, così come per renderli accessibili ai cittadini in modo semplice e veloce. Il settore privato accreditato registra in Toscana circa 48 mila ricoveri all’anno ed eroga prestazioni per oltre 1 milione e 100 mila ricette elettroniche, che si aggiungono ai 12 milioni e 640 mila documenti nativi digitali, raccolti in tempo reale negli ultimi due anni dalle strutture pubbliche e gestiti dai tecnici regionali del settore sanità digitale e innovazione.

Fonte: Regione Toscana – ufficio stampa

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