Giornata della Resistenza Rom e Sinti, ANED: "Il ricordo è insufficiente se non interroga il presente"

Giornata della Resistenza Rom e Sinti, ANED: “Il ricordo è insufficiente se non interroga il presente”

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Parlare della Resistenza e del genocidio dei Rom e dei Sinti non implica semplicemente il recupero di una pagina trascurata della storia europea, ma è anche un modo per interrogare il nostro presente e capire come si sviluppano odio, discriminazione e persecuzione”. Queste le parole di Lorenzo Tombelli, intervenuto per il Consiglio nazionale dell’ANED durante la Giornata della Resistenza Rom e Sinti, tenutasi oggi al Memoriale delle Deportazioni di Firenze.

Richiamando l’importanza della memoria pubblica riguardante la deportazione, Tombelli ha evidenziato il contributo dell’ANED nella creazione di una “memoria di pietra”, attraverso monumenti, memoriali, siti di deportazione e attività di ricerca storica. “La memoria non risiede solo nei monumenti; vive soprattutto attraverso i nomi. Restituire un nome a chi era stato ridotto a numero rappresenta un gesto profondamente antifascista”, ha dichiarato.

Durante il suo intervento, ha affrontato anche il tema dell’assenza di una memoria collettiva riguardo al Porrajmos, il genocidio dei Rom e dei Sinti perpetrato dai nazifascisti. “Il Porrajmos non è stato solo un genocidio, ma anche un’oblìo. Forse la seconda tragedia per il popolo Rom e Sinto è stata proprio questa: lo sterminio seguito dall’oblio”. Tombelli ha poi messo in luce la persistenza dell’antiziganismo in Europa e in Italia, sottolineando come “la discriminazione inizi sempre dalle parole, dalla creazione di un gruppo percepito come diverso, pericoloso e inferiore, e si sviluppi nell’indifferenza generale”.

Oggi, mentre ci troviamo qui a commemorare, dobbiamo avere il coraggio di affrontare anche temi come gli sgomberi forzati, la segregazione abitativa, le discriminazioni nella scuola e nel lavoro, e il linguaggio d’odio che continua a colpire la popolazione rom in tutta Europa”, ha aggiunto.

Concludendo il suo intervento, Tombelli ha richiamato l’importanza della memoria antifascista al giorno d’oggi: “Il ‘mai più’ non deve diventare soltanto una formula rituale riservata alle commemorazioni ufficiali. La memoria che non si riferisce al presente rischia di divenire superflua, perché ricordare unicamente ciò che è passato e irreversibile non basta a proteggere i vivi”. “Il modo migliore per onorare le vittime – ha concluso – non è solo ricordare i morti, ma schierarsi a favore dei vivi, della dignità umana, dell’uguaglianza e della libertà”.



Fonte: ANED Sez Firenze – Ufficio Stampa

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