Ieri, nel giorno di Ferragosto, il Centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio ha scelto di rimanere aperto. Come sindacati, ci siamo opposti a questa decisione imprudente, proclamando uno sciopero per i lavoratori e le lavoratrici, al quale ha aderito un buon numero di persone (alcuni negozi sono rimasti chiusi), nonostante le misure di boicottaggio attuate dall’azienda. Inoltre, non ci è sembrato che il centro fosse affollato di clienti, al contrario.
La nostra iniziativa di sciopero ha attirato l’attenzione pubblica, provocando un evidente boicottaggio da parte del Centro e di alcune attività commerciali, che ha assunto diverse forme: dal licenziamento di una delegata sindacale nei giorni scorsi, alle intimidazioni riguardo la partecipazione allo sciopero, fino a promesse economiche a lavoratori di cui non conosciamo i dettagli, e a regole di ingaggio che impongono sanzioni pecuniarie per i negozi che rimangono chiusi quando il Centro è aperto. Questa situazione ha portato almeno un esercizio ad aprire con il supporto di un solo lavoratore, per evitare il pagamento di tali penalità. Stiamo considerando queste azioni in ambito legale e abbiamo recentemente inviato una lettera di diffida al Centro su alcuni di questi aspetti.
Il nostro sciopero ha suscitato anche un ampio dibattito pubblico e una solida solidarietà proveniente da diverse fonti (istituzioni, società civile, cittadini). Questo è un risultato significativo che ci rende orgogliosi. È chiaro che il cambiamento avviene anche attraverso una maggiore consapevolezza delle persone riguardo ai loro stili di vita, lavoro e consumo. Per questo motivo, continueremo la nostra battaglia con maggiore determinazione; è una battaglia di carattere culturale che intendiamo portare avanti in ogni occasione, non solo ai Gigli: la festa non è in vendita.
FIlcams Cgil Firenze,
Fisascat Cisl Firenze Prato,
UilTucs Toscana zona sesto fiorentino
