Il tempo scorre, va e viene, senza mai seguire un’unica direzione. Il mitico Flea, bassista e cofondatore dei Red Hot Chili Peppers, nonché attore in numerosi film, con un’esperienza che abbraccia 40 anni, è tornato nel futuro, questa volta nel Chianti. Ha preso parte all’evento “Arte nel Paesaggio 2025: Time Gravity”, che si svolge tra le vigne e i cipressi di una delle zone più suggestive della Toscana, nella campagna di Barberino Tavarnelle, con panorami che esaltano la bellezza della natura valdelsana e la cultura sospesa fra passato e presente. Indossando abbigliamento da jogging, Michael Peter Balzary, conosciuto come Flea, è stato attratto dall’energia senza tempo di Semifonte, settore dove le mura della Cappella di San Michele Arcangelo conservano storie di scontri tra vincenti e perdenti, risalenti a oltre 800 anni fa.
Flea ha deciso di esplorare la cappella del sedicesimo secolo, progettata da Santi di Tito, che riproduce in scala 1:8 la Cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze. Qui, in questo monumento, noto anche come Cupola di San Donnino, il musicista ha incontrato i protagonisti del progetto di arte contemporanea “Arte nel Paesaggio 2025: Time Gravity”: le curatrici Giada Rodani e Jade Vlietstra, e gli artisti Sophie Ko e Luca Pozzi, che da ieri espongono le loro creazioni nella Cappella di San Michele Arcangelo e all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti.
È probabile che la chiamata di Flea sia stata stimolata dalla voce del presente attraverso la scienza, portatrice di nuovi linguaggi. Il desiderio di connettersi a un tempo immaginario e di dare vita alle molteplici espressioni artistiche della storia di Semifonte—ancora viva, nonostante le antiche rivalità e la brutalità della sua distruzione nel 1202—è tornato ogni volta che qualcuno come Flea si avvicina per scoprirla.
“È stato un incontro incredibile – racconta Flea – mentre correvo ieri mattina, triste per la partenza di un amico artista, ho notato in lontananza questo monumento tra le vigne. La curiosità mi ha spinto ad avvicinarmi e ho scoperto due giovani al lavoro, distribuendo sabbia all’interno della cappella. Ho conosciuto Giada e Jade, che mi hanno spiegato il progetto artistico che stava prendendo forma, arte e cultura viva in un luogo che ha ancora tanto da raccontare. Il mio cuore ha iniziato a battere e ho deciso di tornare nel pomeriggio per partecipare all’inaugurazione della mostra. L’arte che ho visto nascere in questa piccola cattedrale tra le vigne mi ha riempito di gioia, trasformando la mia tristezza in una celebrazione della bellezza cosmica dell’arte e del forte legame creato dalla Cupola con il tempo.”
Il bassista della storica band, attiva dal 1982 nel panorama musicale internazionale, si è unito al sindaco di Barberino Tavarnelle, David Baroncelli, e agli altri protagonisti del progetto, tra cui Giancarlo Nutini, presidente della Pro Loco di Barberino-Gruppo archeologico Achu, e l’astrofisico Emanuele Pace, per dare il via ufficiale alla manifestazione biennale nel comune.
“Tagliare il nastro di un evento culturale al fianco di un gigante della musica internazionale è stata un’emozione immensa. Non riesco a descrivere ciò che ho provato in quel momento. Abbiamo sentito il suo intervento, ricco di umanità e interesse per l’arte contemporanea e il nostro territorio, dove sta trascorrendo le sue vacanze con la famiglia. In quel momento, ho sentito davvero che Flea era uno di noi, la distanza è svanita e ci siamo uniti in un futuro dove arte e scienza possano costruire e coltivare la speranza di una pace oltre i confini.”
L’iniziativa, aperta fino al 30 novembre 2025, presenta le opere di Ko e Pozzi, artisti di spicco nell’arte contemporanea internazionale, allestite nella Cappella di San Michele Arcangelo e nell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti. Sophie Ko propone “Taking shelter” e Luca Pozzi espone “Arkanian Shenron”, un’opera che declama in tempo reale messaggi generati da particelle cosmiche che impattano la scultura. All’Osservatorio, Ko presenta “Geografia temporale” e Pozzi “Dragon’s Eggs”.
SOPHIE KO
La georgiana Sophie Ko, in mostra alla Cappella di San Michele Arcangelo, crea un linguaggio visivo che esplora la materia e il tempo. Utilizzando pigmenti naturali e materiali organici, le sue opere diventano tracce di un viaggio attraverso memoria, trasformazione e caducità. Ko non rappresenta il tempo, lo incarna, dando vita a “geografie temporali” che rendono visibile l’invisibile. Le sue opere sono un archivio vivente di trasformazioni, in cui passato, presente e futuro coesistono in tensione continua. Ogni strato di colore e ogni traccia di cenere testimoniano il tempo cristallizzato, un istante che resiste alla dissoluzione.
LUCA POZZI
Luca Pozzi, artista e mediatore interdisciplinare, la cui opera è esposta all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, crea ponti tra arte, scienza e filosofia. Le sue opere, che includono oggetti simbolici come uova di drago e immagini di particelle subatomiche, invitano lo spettatore a riflettere sulla struttura dell’universo. La sua ricerca, che abbraccia gravità quantistica e cosmologia, si manifesta in installazioni ibride che evocano esperienze di tempo sospeso e multidimensionalità.
Fonte: Ufficio Stampa
