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Dimensionamento scolastico: Flc Cgil e Gilda Toscana denunciano un “commissariamento inaccettabile”

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FLC CGIL e Gilda UNAMS esprimono la loro contrarietà nei confronti della decisione presa dal Governo di attuare il dimensionamento della rete scolastica in Toscana tramite la nomina di un commissario ad acta. Tale scelta, adottata dal Consiglio dei Ministri, non ha carattere tecnico né neutrale, bensì rappresenta una grave decisione politica che penalizza la nostra Regione, la scuola pubblica, l’autonomia scolastica e le aree più vulnerabili, in particolare quelle interne e periferiche.

La nomina del commissario non solo costituisce un affronto istituzionale alla comunità scolastica, ma riflette anche una scelta errata, influenzata da criteri
economici, trascurando le esigenze del sistema di istruzione pubblico regionale.

Da sempre, la Toscana è una regione all’avanguardia, con bilanci in ordine e in conformità alle normative sul dimensionamento, avendo intrapreso la razionalizzazione del sistema scolastico già da decenni. Pertanto, l’imposizione governativa risulta infondata, ingiustificabile e ingiusta. Le organizzazioni sindacali esprimono il loro pieno supporto alla Regione nella richiesta di sospendere il taglio di 16 autonomie scolastiche e nutrono forti timori per questo commissariamento che priva la Regione della sua facoltà decisionale e rappresentativa. Inoltre, non è stato ancora fornito il numero preciso degli studenti nella nostra regione, un fattore di grave opacità, che ha indotto la Giunta regionale a presentare un Ricorso straordinario al Capo dello Stato. Secondo i dati dell’assessorato all’istruzione, più di 8.000 studenti non sarebbero stati contabilizzati dal Ministero dell’istruzione.

Il dimensionamento imposto, inoltre, porterà alla creazione di istituti eccessivamente grandi, con oltre 1.700 studenti, generando gravi ripercussioni sull’organizzazione, sulla didattica e sui processi di apprendimento, compromettendo dunque il diritto all’istruzione. In pratica, molti istituti accorpati risulteranno troppo ampi o eccessivamente distanti tra loro, rendendo la gestione difficile sia per il personale che per gli studenti. Infine, questa ridefinizione delle autonomie scolastiche non tiene conto degli effetti a medio e lungo termine sulla didattica, sulla qualità del servizio e sull’accessibilità per le famiglie. Pertanto, la sostenibilità futura dell’intero sistema risulta gravemente minacciata, in quanto queste scelte ignorano le specificità dei territori e delle comunità scolastiche, pianificate esclusivamente sulla base di criteri numerici e economici, generando danni permanenti al sistema pubblico di istruzione con effetti significativi anche sul piano occupazionale.

Invitiamo pertanto gli enti locali a mantenere un atteggiamento fermo e determinato nella difesa del sistema pubblico dell’istruzione. Chiediamo alle forze politiche, alla società civile, al mondo dell’associazionismo e alla comunità scolastica di far sentire la propria voce e unirsi a noi nelle prossime settimane. Richiederemo anche un incontro con il commissario ad acta e con il Prefetto, per monitorare le decisioni che verranno prese e definiremo ogni iniziativa utile a tutelare il sistema scolastico pubblico della Toscana.

FLC CGIL TOSCANA, GILDA UNAMS TOSCANA

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