“Sono pienamente d’accordo e sostengo il percorso avviato dalla Regione Toscana, insieme all’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti, per avviare un dialogo tra le parti riguardo al futuro delle attività culturali al Cimitero Militare Germanico della Futa. Inoltre, apprezzo la disponibilità alla collaborazione espressa dal presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello, Tommaso Triberti“. Così afferma Enrico Marchi, consigliere metropolitano di Territori al Centro-Casa Riformista, intervenendo sulla decisione del Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge di porre fine nel 2026 alle rappresentazioni di Archivio Zeta e di non autorizzare, dal 2027, nuove iniziative culturali.
“Da più di vent’anni – prosegue – il lavoro di Archivio Zeta unisce teatro, memoria e riflessione sulla guerra, mostrando rispetto per la sacralità del luogo. In un momento caratterizzato da forti tensioni sociali e dal ritorno della destra radicale in Europa, è fondamentale preservare vivi i luoghi e le esperienze che custodiscono i valori della memoria, della pace e della convivenza democratica”.
“È necessario rispettare le ragioni delle famiglie dei caduti, così come la sacralità del Cimitero della Futa – continua il consigliere – ma è proprio per questo che sono necessari dialogo, ascolto e la capacità di costruire un’intesa. Le istituzioni devono collaborare e trovare un percorso che integri memoria, rispetto del luogo e attività culturali“.
“In questo contesto – conclude – è sorprendente la posizione espressa dal Sindaco e dalla maggioranza del Comune di Firenzuola, che sembrano accettare l’interruzione di un’esperienza costruita in oltre vent’anni, ritenendo sufficiente la possibilità di svolgere le attività altrove. Tale posizione sminuisce il valore di un percorso culturale e civile e il legame profondo tra teatro, memoria e questo sito. Il Cimitero della Futa è parte integrante del significato di quell’esperienza: per questo tutte le istituzioni del territorio devono impegnarsi per mantenere aperto il dialogo e cercare una soluzione“.
Fonte: Città Metropolitana di Firenze – Ufficio stampa
