È scomparso Gianfranco Pedullà, protagonista del teatro e della cultura toscana.

È scomparso Gianfranco Pedullà, protagonista del teatro e della cultura toscana.

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È deceduto nella notte presso la RSA Chiarugi di Empoli, Gianfranco Pedullà, regista, drammaturgo, ricercatore e animatore culturale, una delle personalità più importanti del teatro toscano degli ultimi decenni. Aveva 69 anni ed era residente a Montespertoli. Era ricoverato da oltre un anno a causa delle gravi conseguenze di un incidente stradale avvenuto nel luglio 2025.

Con profondo dolore annunciamo la scomparsa del nostro adorato Gianfranco Pedullà, uomo di teatro, regista, intellettuale, scrittore, curioso della vita, un compagno, un padre e un fratello straordinario,” ha dichiarato Fabiola, la moglie, insieme ai figli Mattia e Zeno e all’intera famiglia Pedullà.

La cerimonia di sepoltura, con rito civile, si svolgerà sabato 22 agosto alle ore 10:00 presso il cimitero di Poppiano.

Nato a Crotone nel 1957 e trasferitosi in Toscana, a Poppiano di Montespertoli, Pedullà ha dedicato oltre quarant’anni al teatro, fondeando artisticità, ricerca storica, formazione e impegno sociale. Nel 1980 ha fondato la compagnia Mascarà Teatro a Scandicci, trasformata nel 1993 in Teatro Popolare d’Arte, sviluppando un’idea di teatro che non si limitasse alla semplice produzione di spettacoli, ma che fungesse anche da strumento di formazione del pubblico e di partecipazione culturale. La compagnia ha ottenuto il riconoscimento ministeriale nel 1985 e quello della Regione Toscana nel 1989.

Il suo cammino è stato caratterizzato da un costante interesse per la ricerca teatrale e per la tradizione europea del Novecento. Pedullà ha studiato a Parigi, frequentando l’École des Hautes Études en Sciences Sociales e l’Università Paris VII, approfondendo il lavoro di figure come Georges Banu, Peter Brook ed Eugenio Barba. La sua formazione accademica si è intrecciata precocemente con quella teatrale: laureato in Lettere all’Università di Firenze con una tesi su Giovanni Gentile e la casa editrice Sansoni durante il fascismo, ha poi conseguito un dottorato di ricerca in Storia della società europea con una tesi sul teatro italiano durante il fascismo, successivamente pubblicata dal Mulino.

Lo studio della storia del teatro ha rappresentato uno degli assi fondamentali della sua attività. Nel 1994 ha ricevuto il Premio I.D.I. Silvio D’Amico per Il teatro italiano nel tempo del fascismo e nel 1995 il Premio Diego Fabbri per i suoi studi sul teatro italiano durante il fascismo. Ha inoltre pubblicato, tra gli altri, Il mercato delle idee. Giovanni Gentile e la Casa editrice Sansoni, Alla periferia del cielo. Percorsi teatrali e umani nel carcere di Arezzo e Silvio d’Amico e la riforma del teatro italiano.

Accanto alla ricerca e alla regia, Pedullà ha sviluppato un’intensa attività pedagogica. Ha diretto laboratori e corsi destinati a studenti, insegnanti e giovani aspiranti professionisti, prestando attenzione alla formazione del pubblico e alle metodologie dell’insegnamento teatrale. Ha collaborato con diverse amministrazioni pubbliche, tra cui Firenze, Arezzo, Campi Bisenzio, Lastra a Signa e Montespertoli.

Dal 1993 al 2003 ha diretto a Firenze il Teatro Studio E.G. Craig, un laboratorio permanente dedicato alla formazione dell’attore, mentre dal 2001 al 2011 ha curato il progetto Teatro Mediterraneo durante l’Estate del Comune di Firenze. Dal febbraio 2010 ha diretto il Teatro delle Arti di Lastra a Signa, che sotto la sua guida è diventato un significativo centro di produzione, formazione e programmazione teatrale, sostenuto dal Comune e dalla Regione Toscana.

Il legame con il territorio è stato una costante del suo operato. Ad Arezzo ha lavorato per molti anni nella formazione teatrale e nella produzione, coordinando tra il 1997 e il 2002 il progetto Il teatro che verrà, che coinvolgeva comuni, compagnie professionali e istituti superiori. Nel 2002 ha anche fondato la Rete Teatrale Aretina e, dal 2003 al 2015, ha assunto la direzione artistica del Teatro Comunale di Bucine.

Particolarmente significativo è stato il suo impegno nel teatro sociale e nel teatro in carcere, ambito al quale ha dedicato gran parte della sua ricerca. Dal 1992 al 2004 ha realizzato attività teatrale stabile nella Casa circondariale di Arezzo; successivamente ha lavorato negli istituti penitenziari di Pistoia e Prato. Nel 2011 è stato tra i fondatori del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere e nel 2012 ha ideato e diretto per la Regione Toscana Destini incrociati, una rassegna nazionale dedicata alle esperienze teatrali nelle carceri.

Dal 2019 ha portato questa esperienza anche nella casa di reclusione dell’isola di Gorgona, dove ha ideato e diretto il progetto Il Teatro del Mare. Da questo percorso sono nati Ulisse o i colori della mente, Metamorfosi da Ovidio e Una tempesta da Shakespeare. Il primo ha ottenuto nel 2020 il premio ANCT come migliore spettacolo di teatro sociale in Italia.

La sua carriera di regista è stata altrettanto vasta. Nel corso di oltre quattro decenni ha affrontato opere di Brecht, Pirandello, Shakespeare, Beckett, Calvino, Collodi, Cervantes e Orwell, affiancando numerosi testi originali e riscritture. Tra i lavori più recenti si segnalano Metamorfosi da Ovidio, Una tempesta da Shakespeare, L’assaggiatrice di Hitler, tratto dal romanzo di Rosella Postorino, e Infantino, realizzato nel 2025 in collaborazione con Vincenzo Infantino.

“Con la scomparsa di Gianfranco Pedullà perde un protagonista di primo piano del teatro e della cultura toscana. Era una persona di straordinario carisma e di grande amore per il teatro; ha rappresentato un punto di riferimento per tutti i teatri della Toscana, riuscendo a trasmettere i valori della diffusione del teatro tra la gente e nella società civile. È una perdita gravissima per la cultura toscana.” Così ha commentato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, esprimendo il proprio cordoglio per la scomparsa del regista, drammaturgo e studioso.

“Ho conosciuto molto bene Gianfranco – ha aggiunto Giani – e rappresentava un punto di riferimento fondamentale nel mondo teatrale e culturale di tutta la Toscana.” Il presidente della Regione ha anche ricordato la precoce passione di Pedullà per la diffusione della cultura: “Ricordo che, ancora adolescente, riusciva a portare complessi come i Whisky Trail al liceo di Scandicci.” Per Giani, il tratto distintivo del suo percorso è stato proprio l’aver concepito il teatro come un’esperienza in grado di raggiungere pubblici diversi e di radicarsi nella società.

“Con il Teatro Popolare d’Arte e con il Teatro delle Arti di Lastra a Signa ha creato esperienze significative, formando generazioni di artisti e spettatori.” Giani ha sottolineato in particolare “il suo impegno nel teatro sociale e in carcere e il lavoro straordinario realizzato a Gorgona.”

Fondatore del Teatro popolare d’arte e suo storico direttore, Gianfranco è stato per noi tutti molto più di questo: una presenza, un maestro, un compagno di viaggio, un uomo capace di trasmettere idee, passione e uno spirito vitale inesauribile. Quello spirito vitale, da stanotte, non è più con noi. In questo momento è difficile trovare altre parole,” ha dichiarato Francesco Giorgi del Teatro popolare d’arte di Lastra a Signa.

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