Cibo e Prevenzione: Campagna Amica per la Salute a Torregalli

Cibo e Prevenzione: Campagna Amica per la Salute a Torregalli

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“Dimmi cosa mangi e ti dirò…come vivrai”. Questo celebre aforisma, adattato per l’occasione, illustra in modo efficace l’antica connessione tra alimentazione, prevenzione e salute. Seguire una dieta sana, come quella Mediterranea, non solo favorisce una vita migliore e più lunga, ma contrariamente, il consumo di alimenti ultraprocessati, ricchi di additivi, conservanti, zuccheri e grassi, aumenta il rischio di malattie croniche come il diabete di tipo 2, l’obesità, un’emergenza soprattutto tra i giovani, e le malattie cardiovascolari.

Grazie a un’alleanza strategica tra agricoltori e sanità pubblica, formalizzata con la firma di un accordo nella Sala Pegaso, Coldiretti Toscana e Usl Toscana Centro utilizzano la salvaguardia della salute, la valorizzazione della filiera corta e il cibo contadino come strumenti per contrastare le cattive abitudini alimentari e promuovere uno stile di vita sano. L’accordo è stato siglato nella sala Pegaso dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, dalla presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani, e dai dirigenti dell’USL Toscana Centro e della Fondazione Aletheia.

Questa intesa nasce grazie alla legge regionale 48/2025, che riconosce l’educazione alimentare come essenziale per prevenire molte malattie legate ai cibi ultraprocessati. La prima iniziativa avviata è il mercato contadino inaugurato oggi presso l’Ospedale San Giovanni di Dio, il primo in Toscana, che segna un passo significativo nel percorso di Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, dopo le esperienze al Policlinico Gemelli di Roma e agli ospedali di Bari e Napoli. Qui cittadini, visitatori, pazienti e personale medico possono acquistare prodotti freschi e di stagione, dalle verdure e frutta a farine, oli, formaggi, e persino libri, grazie a una collaborazione con Giunti Editore.

Il mercato rappresenta un’importante iniziativa pubblica: per la prima volta una grande struttura ospedaliera apre i suoi spazi a un modello di consumo focalizzato su prodotti agricoli freschi e tracciabili, contribuendo alla diffusione di abitudini alimentari più sane all’interno delle strutture sanitarie e nelle famiglie. Questo evento è il primo di una serie destinata a diventare regolare, contribuendo a orientare le future politiche alimentari nei servizi pubblici.

Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato la presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani, il direttore generale dell’Asl Toscana Centro, Valerio Mari, il direttore regionale di Coldiretti, Angelo Corsetti, e altri rappresentanti istituzionali.

Le attività future del protocollo si concentreranno su formazione, informazione e divulgazione, coinvolgendo ospedali, case di comunità, personale medico e aziende agricole.

“Parlare di qualità del cibo e corrette abitudini alimentari – afferma il presidente della Regione, Eugenio Giani – significa investire nella prevenzione. Molte malattie derivano da una scarsa attenzione a ciò che mangiamo. Questa collaborazione con Coldiretti, supportata da azioni comunicative, è fondamentale e replicabile in altre aree.”

“Il cibo è una delle forme più efficaci di prevenzione – sottolinea Letizia Cesani – Prendersi cura della nostra salute implica sapere cosa mangiare. Alcuni alimenti sono benefici, mentre altri, come quelli ultra-procesati, possono essere dannosi e andrebbero evitati.”

“Promuovere il cibo sano nei luoghi di cura – dichiara Valerio Mari – è il fondamento della nostra alleanza con Coldiretti per promuovere la prevenzione e la consapevolezza alimentare. L’ospedale San Giovanni di Dio avvia questo importante progetto di collaborazione.”

“Con questa iniziativa, l’ospedale si apre alla comunità – afferma Simone Naldini – diventando non solo un luogo di cura, ma anche uno spazio sociale. Stiamo lavorando con Coldiretti per sviluppare progetti di prevenzione che tutelino la salute e la sicurezza alimentare.”

“Ogni anno potremmo risparmiare oltre 13 miliardi di euro adottando stili alimentari più sani – afferma Riccardo Fargione. L’aumento di alcune patologie è direttamente collegato al consumo di prodotti artificiali. I più colpiti sono i bambini, un terzo dei quali è in sovrappeso.”

 

Fonte: Ufficio Stampa

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