Centinaia in piazza a Empoli per la Palestina: oltre 40 associazioni e partiti partecipano. Le testimonianze di tre palestinesi accolti in Italia

Centinaia in piazza a Empoli per la Palestina: oltre 40 associazioni e partiti partecipano. Le testimonianze di tre palestinesi accolti in Italia

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“Siamo tutti palestinesi! Palestina libera! Gaza vincerà!“: il corteo ‘In Piazza per la Palestina‘ che si è svolto oggi, 27 marzo, ha riempito il centro di Empoli con centinaia di partecipanti che hanno intonato queste parole. Ma a risuonare con maggiore intensità sono state le testimonianze, quasi sussurrate, di Raf, Menna e Samira, giovani fuggite da Gaza e ospitate a Empoli nell’ambito di un progetto di accoglienza SAI: “Israele ha distrutto i nostri sogni, ha ucciso i nostri familiari e demolito le nostre case. Non è giusto”, “Gaza è in una crisi umanitaria, vengono uccisi donne e bambini, manca il cibo e l’acqua è inquinata. Non mandate armi a Israele”.

Il corteo, che ha visto la partecipazione di centinaia di cittadini empolesi, associazioni e forze politiche, ha percorso il centro storico partendo da Piazza della Vittoria. Durante la manifestazione si è richiesto “il cessate il fuoco nella striscia di Gaza, sanctions economiche contro Israele, sospensione dell’accordo di partenariato UE-Israele e il blocco di tutte le vendite di armamenti“, come espresso nel manifesto del comitato ‘Empoli per la Pace‘, organizzatore dell’evento. Hanno aderito oltre 40 associazioni e partiti, incluse forze politiche e loro rappresentanti come il Partito Democratico Empoli, Movimento 5 Stelle Empolese Valdelsa, Sinistra Italiana Empolese Valdelsa, Europa Verde Empoli, insieme ad associazioni come ARCI Empolese Valdelsa, ANPI e UISP. Era presente anche il politico e giornalista palestinese Alì Rashid, il quale ha dichiarato senza mezzi termini: “Quella di Israele è pulizia etnica!”

Durante il percorso, i manifestanti si sono fermati per un minuto davanti al Carrefour, in segno di protesta e per aderire al boicottaggio nazionale contro la catena, accusata di sostenere Israele: “Boycott Carrefour, complice dei crimini di Israele” recitavano i cartelli dei manifestanti.

Il corteo, dopo una sosta in Piazza Farinata degli Uberti dove alcuni manifestanti hanno formato sul sagrato della Collegiata di Empoli la scritta ‘Stop al genocidio di Gaza‘, è tornato in Piazza della Vittoria, dove i partecipanti hanno ascoltato le testimonianze di chi ha vissuto la guerra in prima persona.

Tre giovani ragazze, Raf, Samira e Menna, hanno espresso con fervore la rabbia e il dolore del popolo palestinese, chiedendo che la loro voce raggiunga le organizzazioni nazionali affinché si attui un cessate il fuoco permanente e si ripristinino immediatamente gli aiuti umanitari. Le tre ragazze sono state accolte a Empoli con parte delle loro famiglie attraverso il progetto SAI (Sistema di accoglienza e integrazione), che ha permesso loro di ricevere cure per ferite di guerra o malattie rare.

La mia famiglia è in Palestina,” racconta la giovane Raf. “L’Italia è diventata la mia seconda casa. Ora studio e frequento la quarta elementare a Empoli. Vorrei che la mia famiglia mi raggiungesse qui“.

Anche Menna, 18 anni, ha condiviso la sua storia: “È difficile raccontare la mia esperienza, lunga e piena di sofferenze. Credevamo di avere una vita serena, ma Israele ha distrutto tutti i nostri piani. Abbiamo vissuto in una tenda, affrontando fame e paura. Dopo tutte queste sofferenze, alcuni di noi sono stati curati qui in Italia. Le nostre case sono state rase al suolo e molti dei nostri cari sono stati uccisi. Questo non è giusto“.

Samira, appena 16 anni, ha guidato il corteo con determinazione. “Sono stata ferita, ho subito la frattura del cranio e ho dovuto ricevere 34 punti di sutura. Anche mio fratello e mia madre sono stati feriti e sono stati accolti a Empoli. Il genocidio a Gaza continua, mietendo vittime tra donne e bambini. Gaza sta soffrendo, non c’è cibo e l’acqua è inquinata. La gente di Gaza è resiliente e spera che tutto possa tornare come prima. Non mandate armi a Israele“.

Successivamente, ha parlato il politico e giornalista palestinese Alì Rashid, che ha enfatizzato il legame storico tra la Palestina e il movimento di solidarietà italiano, sottolineando l’importanza di combattere la disinformazione nel conflitto: “Quando un popolo viene sconfitto, la prima cosa che perde è la possibilità di esprimere il proprio punto di vista. Il nostro Paese non può opporsi a questa gigantesca macchina della disinformazione“.

Infine, è stato lanciato un appello per la verità e la giustizia: “Chiediamo che si chiamino le cose con il loro nome: è impossibile costruire la pace basandosi sulle menzogne. Si tratta di pulizia etnica, e questo non è un prodotto della recente politica di destra israeliana, ma una realtà radicata nel profondo del passato“.

A conclusione dell’evento, il comitato ‘Empoli per la Pace‘ ha espresso gratitudine per la numerosa partecipazione in piazza, sottolineando che “oggi è stata un’opportunità per far sentire la nostra voce fino agli organi politici nazionali, per un’Italia non complice. Dobbiamo essere un esempio per le generazioni future, ricordando che mentre possiamo avere tutto, a pochi chilometri da noi ci sono persone che non possiedono nulla. Dobbiamo essere un’umanità empatica“.

Niccolò Banchi

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