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Castelfranco, Piano Strutturale: per l’opposizione esiste un ‘blocco urbanistico’

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Il gruppo consiliare Castelfranco Unita riprende la discussione sul Piano Strutturale Intercomunale insieme a Santa Croce sull’Arno. Secondo l’opposizione, nonostante la proroga di sei mesi concessa lo scorso novembre, l’iter di approvazione del piano continua a subire ritardi, influenzando negativamente l’attività edilizia e urbanistica della zona.

Nonostante la proroga di sei mesi concessa a novembre dello scorso anno, l’amministrazione comunale di Castelfranco di Sotto, come ente capofila del Piano Strutturale Intercomunale con Santa Croce sull’Arno, è rimasta ferma,” afferma il gruppo di opposizione in una nota. “Sono passati due anni e non è stato fatto nulla per raggiungere l’approvazione definitiva del piano strutturale adottato ad aprile 2024, tanto che non è nemmeno iniziata l’analisi delle osservazioni presentate da cittadini e imprese“.

Da fine maggio i nostri territori sono soggetti a un regime di salvaguardia urbanistica. Per chi non è del settore, questo significa un blocco totale dell’urbanistica e dell’edilizia, con effetti diretti sulla vita quotidiana e lo sviluppo economico. Ad esempio, oggi una struttura ricettiva delle nostre frazioni non può costruire una piscina per migliorare la propria offerta; un cittadino non può richiedere un permesso di costruire per ampliare la propria casa oltre il 20% dell’esistente; un imprenditore industriale non può espandere i propri immobili per necessità produttive. Infatti, dal mese di maggio, il Comune non è in grado di rilasciare permessi di costruire.

In questo contesto, aggravato dalle forti preoccupazioni espresse quotidianamente da tecnici e professionisti locali, nell’ultimo Consiglio Comunale del 29 giugno abbiamo chiesto al sindaco Mini quando intende approvare definitivamente il Piano Strutturale e il successivo Piano Operativo, precedentemente noto come Regolamento Urbanistico. La risposta del primo cittadino è stata evasiva, parlando di una generica speranza di riuscire entro la fine dell’anno, se tutto va bene.

Le speranze del sindaco e della sua maggioranza ci interessano poco, e al territorio ancor meno. Castelfranco ha bisogno di certezze, di piani urbanistici operativi e approvati, non di promesse vaghe. Ormai a metà luglio, riteniamo sia molto difficile che la scadenza di fine anno venga rispettata. Probabilmente, prima che il Comune possa vedere operativi i nuovi strumenti urbanistici, si dovrà attendere oltre i primi mesi del 2027. Oltre al danno per i privati, ciò potrebbe causare difficoltà anche per le finanze pubbliche. Per tutti questi mesi di blocco, il Comune non incasserà un solo euro di oneri di urbanizzazione derivanti dal rilascio di permessi di costruire, risorse vitali per il bilancio dell’ente, necessarie per finanziare servizi scolastici, assistenza sociale, manutenzione delle strade e spese di investimento.

Ci chiediamo come mai, a distanza di oltre due anni dall’inizio della legislatura, questa Amministrazione non sia ancora riuscita ad approvare un Piano Strutturale Intercomunale già adottato nell’aprile del 2024. Chiediamo con forza che cittadini, professionisti e imprenditori possano operare e vedere soddisfatte le proprie legittime esigenze nel rispetto delle regole, all’interno di una pianificazione urbanistica chiara, sostenibile e aggiornata. Avere piani operativi significa disporre di regole certe a tutela del territorio, mentre la loro mancanza genera solo paralisi.

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