Italia Nostra e altre organizzazioni ambientaliste, tra cui Wwf Toscana, Lipu Toscana, Lav e Gabbie Vuote, hanno lanciato un appello ai Comuni toscani, affinché richiedano alla Regione di sospendere o ridurre la caccia, in considerazione delle condizioni di caldo estremo e siccità che stanno stressando la fauna selvatica.
Questa iniziativa, promossa tramite Pec da Italia Nostra Toscana, esorta i sindaci a far uso degli strumenti previsti dalla legge regionale 3/1994 e a chiedere alla Giunta regionale il divieto temporaneo dell’attività venatoria nei propri territori, specialmente durante le aperture del 2 e 6 settembre 2026, oppure l’adozione di misure per limitarla.
Le associazioni sottolineano che le attuali condizioni climatiche hanno causato un notevole stress per molte specie, con scarsità di acqua e cibo, prosciugamento degli habitat acquatici, aumento della mortalità e riduzione del potenziale riproduttivo.
“In situazioni eccezionali sono necessarie misure eccezionali – afferma Francesco Pratesi, presidente di Italia Nostra Toscana -. La fauna selvatica sta affrontando una delle estati più difficili degli ultimi decenni. A siccità, temperature estreme e scarsità di risorse idriche ed alimentari non possiamo aggiungere, come se nulla fosse, anche la pressione della caccia. Abbiamo quindi richiesto a tutti i sindaci della Toscana di sfruttare gli strumenti che la legge regionale offre”
