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Bando di Avviso Sociale: Regione e Terzo Settore Esaminano l’Impatto dei 246 Progetti Finanziati

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La Regione insieme al terzo settore analizza gli effetti delle misure attuate e finanziate attraverso il bando Avviso sociale 2023: un finanziamento triennale pari a 5 milioni e 520 mila euro (600 mila di risorse puramente regionali, il resto provenienti dal Ministero per il lavoro e le politiche sociali) che ha permesso in Toscana di sostenere 246 progetti di diverse realtà che hanno collaborato efficacemente.

“È la prima volta che si valuta l’impatto sociale di queste misure – sottolinea l’assessora alle politiche sociali, Monia Monni -. L’obiettivo è comprendere quanto e come siano migliorate le condizioni di vita delle persone che hanno beneficiato di tali interventi. Non è comune fermarsi a riflettere sugli effetti delle politiche implementate, spesso influenzate da emergenze e situazioni contingenti. Tuttavia, è fondamentale: per capire se abbiamo effettivamente influito sulla vita degli individui è necessaria un’analisi approfondita e informazioni rilevanti mentre pianifichiamo nuove iniziative. Da questo punto di vista, il Terzo settore rappresenta una risorsa fondamentale di conoscenza, offrendo una prospettiva essenziale sulle condizioni di vita della popolazione”.

La ricerca, condotta tramite due questionari distinti (uno per i beneficiari e l’altro per i referenti), è stata presentata durante un incontro con il terzo settore tenutosi presso l’Istituto degli Innocenti a Firenze.

Il primo dato di rilievo è che gli interventi finanziati non sono assistenziali, ma capaci di generare una vera trasformazione strutturale nella vita dei beneficiari. “È un aspetto rilevante – commenta Monni -, poiché il welfare non deve limitarsi a erogare aiuti. Deve creare relazioni solide e stimolare la resilienza della comunità”. Si è anche evidenziato che intervenire efficacemente su una singola dimensione provoca un beneficio automatico e integrato in tutte le altre sfere della vita delle persone: un vero effetto domino.

Un ulteriore dato positivo della ricerca è la capacità delle associazioni di collaborare tra di loro. I bandi hanno consentito alle diverse realtà del Terzo settore di rafforzare le proprie competenze organizzative, lavorando in modo più integrato e garantendo una continuità fondamentale ai servizi territoriali. La fiducia ha prevalso sulla logica dell’isolamento, diventando motore della rete.

L’analisi esplora anche le singole vulnerabilità emerse tra la popolazione. Si registra un’emergenza giovanile, con i giovani che riportano livelli significativamente inferiori di benessere, soddisfazione e supporto sociale rispetto agli anziani. Un’altra emergenza riguarda il divario di genere: le donne mostrano livelli di benessere psicologico inferiori a quelli degli uomini, pur essendo più attive nel volontariato e avendo reti di amicizia più robuste. Nel loro caso, si evidenzia un sovraccarico emotivo o assistenziale, legato spesso al ruolo di caregiver.

“Questi dati sono indicazioni preziose per pianificare futuri investimenti e bandi – commenta l’assessora Monni -. La povertà compromette benessere e salute, ma esistono anche fragilità non connesse alla mancanza di risorse economiche, su cui dobbiamo agire”.

Inoltre, è necessario considerare le differenze territoriali che emergono dall’analisi. L’area dell’Asl Toscana centro, nonostante la forte concentrazione di risorse e di enti, registra punteggi più bassi in quasi tutte le dimensioni del benessere e del supporto sociale: l’alta urbanizzazione delle province di Firenze, Prato e Pistoia potrebbe frammentare le reti di prossimità, spiegando così questo paradosso. Al contrario, le province di Arezzo, Grosseto e Siena mostrano punteggi migliori, sebbene con un numero limitato di partecipanti.

Fonte: Regione Toscana – Ufficio stampa

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