Palazzo del Pegaso, sede del Consiglio Regionale toscano
L’equo compenso è stato approvato in Toscana. La retribuzione oraria di almeno 9 euro lordi l’ora verrà inserita nei bandi di gara (compresi quelli riguardanti enti strumentali e dipendenti, come aziende sanitarie e società in house) con specifiche premi per le aziende che garantiranno questo minimo.
Il Consiglio regionale ha votato a favore del testo, ottenendo 23 voti dai membri del Partito Democratico, del Gruppo Misto-Europa Verde e del Movimento 5 Stelle, mentre Fratelli d’Italia, Lega e Gruppo Misto-Merito e Lealtà si sono astenuti. Il presidente della Commissione Affari Istituzionali Giacomo Bugliani (Pd) ha presentato in Aula il disegno che modifica la legge 18/2019, introducendo un articolo (6.1) per promuovere un “trattamento economico minimo orario non inferiore a nove euro lordi”. La legge, ha sottolineato Bugliani, mira a garantire qualità e sicurezza per i lavoratori e a combattere il dumping contrattuale, con applicazione immediata in ambito di appalti una volta entrata in vigore.
“Con l’approvazione della legge sul compenso minimo nei bandi pubblici, la Toscana sta facendo un passo concreto verso la tutela del lavoro e la dignità dei lavoratori”, ha dichiarato Vincenzo Ceccarelli, capogruppo Pd, evidenziando come questo sia un segnale forte per una pubblica amministrazione che sostiene le aziende sane e il buon lavoro.
Durante il dibattito, la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Elisa Tozzi ha espresso dubbi sulla legge, temendo che potesse introdurre silenziosamente il salario minimo, un tema che non rientra nella competenza della regione. Anche il collega della Lega Massimiliano Riccardo Baldini ha ritenuto che il Partito Democratico avesse perso credibilità nei confronti del proprio elettorato storico, affermando che “gli effetti della legge sono tardivi e sospetti”. Il consigliere del Gruppo Misto-Merito e Lealtà Marco Casucci ha lamentato un provvedimento apparso opportunistico, avvertendo della necessità di mantenere serietà nelle questioni istituzionali.
Concludendo il dibattito, la consigliera del Gruppo Misto-Europa Verde Silvia Noferi ha evidenziato che questo è un argomento di frequente discussione in Aula. Ha criticato la maggioranza per non essersi accorta prima del problema e ha chiesto collaborazione per trattare in modo serio le questioni riguardanti il lavoro. Rivolgendosi alle opposizioni, ha infine invitato a votare a favore del provvedimento senza pregiudizi.
