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Accesso ai servizi sanitari: il PD di Montopoli in Val d’Arno risponde a Forza Italia

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Il Partito Democratico di Montopoli in Val d’Arno risponde alle criticità sollevate recentemente da Forza Italia riguardo all’accesso ai servizi sanitari nelle zone di confine tra le Asl, in seguito all’interrogazione presentata dagli azzurri e alle polemiche sulla sanità territoriale. I rappresentanti del partito sottolineano che si tratta di una campagna costruita con un “tam tam via social” e che le accuse rivolte all’amministrazione comunale sono infondate, rivendicando invece un “dialogo costante con i vertici Asl e Sds” per affrontare il tema della mobilità sanitaria.

Prima è stata organizzata una riunione in un luogo anonimo, che si è rivelato essere una sede di partito; successivamente si è spostato all’interno dei locali di una parrocchia. Tutto questo in nome del diritto alla cura, ma con l’intento di non far trapelare sigle o simboli, nemmeno quelli del partito di un consigliere regionale, anche se quest’ultimo è capogruppo al Consiglio Regionale della Toscana, eletto nel collegio di Firenze città.

Così è nata l’accusa di aver ignorato le richieste di un gruppo di cittadini che segnalavano disparità nell’accesso ai servizi sanitari, attribuita da esponenti di Forza Italia all’amministrazione comunale di Montopoli in Val d’Arno: inizialmente tramite social, e poi attraverso i media, hanno lasciato circolare affermazioni ambigue, come la proposta di cambiare ASL, apparsa in un recente articolo.

L’amministrazione di Montopoli, che ha mantenuto un dialogo continuo con i vertici Asl e Sds e che è consapevole della necessità di migliorare la mobilità verso strutture sanitarie come la propria Casa della Salute (un impegno preso con il proprio programma elettorale), ha subito preso a cuore le richieste, contattando direttamente l’assessora regionale Monia Monni per riconsiderare un accordo di collaborazione tra le Aziende sanitarie locali riguardo all’assistenza sanitaria nelle aree di confine, data la posizione del Comune. Sono stati coinvolti anche tutti i consiglieri regionali eletti nella provincia di Pisa che fanno parte della coalizione di centro sinistra.

Non si tratta di un tema semplice né nuovo, considerando gli sforzi già effettuati in passato dalle amministrazioni di centro sinistra per avvicinarsi a questo obiettivo: si ricorda che un accordo di confine era stato già testato tra le ex-USL 11 ed ex-USL 5 nel 2008 (un protocollo d’intesa sulla migrazione sanitaria); e più di recente, nel triennio 2016-2018, era stato attivato, sempre in via sperimentale, un accordo quadro per la gestione della mobilità tra la ASL Centro e la ASL Nord-ovest. Certamente, lo scenario, non solo politico, è cambiato notevolmente da allora, e nuovi problemi sono emersi: tra questi, la carenza di medici specialisti (come ad esempio i pediatri, assenti nel nostro Comune). È per questo che non ci meravigliamo del fatto che chi ha responsabilità a livello nazionale non riesca a fornire risposte concrete, considerando le scelte attuate, come l’aumento delle spese militari. A quale prezzo?

A questo punto, ci sarebbe bisogno di maggiore serietà e chiarezza: da parte dell’attuale governo, per incrementare le risorse destinate alla sanità pubblica e per chiarire quale futuro intenda dare alla riforma delle “Case di Comunità”, in fase di realizzazione grazie alle risorse del PNRR, ma che rischia di non realizzarsi mai. E anche da parte di chi rappresenta localmente questo governo, anche se in posizione minoritaria: sarebbe opportuno che portassero avanti la loro battaglia politica apertamente, senza rifugiarsi dietro le legitime istanze dei malati.

Come Partito Democratico di Montopoli, confermiamo la nostra fiducia all’amministrazione Comunale di Montopoli in Val d’Arno e alla Regione Toscana, sempre impegnate a garantire un trattamento sanitario dignitoso ai cittadini e alle cittadine. Speriamo che presto possa essere riorganizzato, nell’interesse di tutti, un servizio di frontiera che agevoli il trasferimento di pazienti da una ASL all’altra, prestando particolare attenzione all’accesso al pronto soccorso e alla degenza, sia ordinaria che in day-hospital, alla disponibilità di prestazioni specialistiche e diagnostiche, ai percorsi di cure intermedie e gestione di patologie croniche, all’organizzazione dei percorsi post dimissioni e alla distribuzione diretta di farmaci e presidi.

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