Negli ultimi venti anni, il laboratorio dell’ospedale di Nottola ha subito una trasformazione significativa, diventando un pilastro essenziale per la comunità locale. Durante questo processo, sono stati effettuati investimenti in innovazione, tecnologie all’avanguardia e nell’organizzazione, ma soprattutto nella formazione e nelle competenze del personale.
Le recenti innovazioni si concentrano sull’area CoreLab, dedicata agli esami chimici e immunochimici, dove la nuova catena automatizzata permette di gestire le richieste in tempi molto più brevi, con tempi di refertazione di una-due ore.
Significative novità hanno interessato anche il settore della microbiologia, con l’introduzione di due nuove tecnologie. La prima riguarda l’identificazione batterica tramite spettrometria di massa, che consente di riconoscere rapidamente, in circa 10 minuti invece che in un giorno, i patogeni presenti. La seconda tecnologia permette di avere risultati delle urinocolture negative nella stessa giornata.
Attualmente, il laboratorio offre servizi a un’ampia area che si estende dalla Valdichiana Senese all’Amiata, coprendo anche zone della provincia di Siena e territori dell’Umbria e del Lazio. Nel 2025, sono state effettuate 1.700.000 prestazioni, un numero destinato a crescere ulteriormente nel 2026: cifre che testimoniano una struttura in continua evoluzione, capace di garantire standard di qualità elevati — certificati ISO 9001:2015 dal 2004 — e tempi di risposta sempre più rapidi.
«C’è un valore che nessuna tecnologia potrà mai sostituire: le persone, – afferma la direttrice del laboratorio Marilena Fantacci. – I miei colleghi e colleghe che ogni giorno affrontano sfide e difficoltà con straordinaria professionalità e senso di responsabilità rappresentano il cuore del nostro laboratorio. Dietro ogni tecnologia e innovazione, il Laboratorio di Nottola ha sempre messo al centro l’individuo, le storie e le famiglie di coloro che ci si rivolgono. Abbiamo scelto di proiettare lo sguardo verso il futuro senza mai dimenticare per chi lavoriamo. È questo che conferisce un senso profondo a ciò che facciamo».
Fonte: Azienda Usl Toscana sud est – Ufficio stampa
