È tornata a casa, nella Valdichiana senese, sta bene e cresce circondata dall’affetto della sua famiglia. Solo due mesi fa, a un giorno dalla nascita, quella bambina ha affrontato una corsa contro il tempo che ha coinvolto professionisti, ospedali e servizi di emergenza di tutta la rete sanitaria toscana. Nella notte tra il 24 e il 25 aprile, la bambina – appena nata – viene trasferita da Nottola a Siena e successivamente all’Ospedale del Cuore di Massa, dove dovrà sostenere un intervento salvavita.
La piccola nasce all’Ospedale di Nottola, dove i medici notano subito una significativa difficoltà respiratoria: la bambina non risponde in modo adeguato alle prime cure. Dopo aver eseguito i principali esami strumentali, le pediatre di turno, le dottoresse Francesca Macucci e Valentina Canocchi, procedono alla stabilizzazione clinica e attivano un trasferimento urgente presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Senese Le Scotte, centro di riferimento per le emergenze neonatali. Per garantire la massima sicurezza durante il trasferimento, il team della Terapia Intensiva Neonatale dell’AOUS, diretto dalla dottoressa Barbara Tomasini, raggiunge la neonata a Nottola, composto dalla dottoressa Sara Cecchi, dall’infermiere Corrado Ammadio e dal personale della Pubblica Assistenza.
Arrivata a Le Scotte, la piccola viene sottoposta ad approfondimenti diagnostici, eseguiti dal dottor Martino Landi, neonatologo della Terapia Intensiva Neonatale di Siena.
Il cardiologo pediatrico dottor Riccardo Barbati, dell’unità di Cardiologia Interventistica diretta dal dottor Massimo Fineschi, accerta una grave cardiopatia congenita e contatta l’Ospedale del Cuore di Monasterio, centro regionale per la cardiochirurgia neonatale e pediatrica. Il team della terapia intensiva neonatale senese organizza quindi il secondo trasferimento urgente. A accompagnare la bambina all’Ospedale del Cuore sono la dottoressa Costanza Fommei, l’infermiera Rosita Galì e il personale della Pubblica Assistenza.
Alle 2 di notte, la piccola arriva a Massa: le sue condizioni sono stabili ma molto gravi. Gli accertamenti confermano la diagnosi di cardiopatia congenita: un ritorno venoso polmonare totale anomalo con ostruzione, una rara malformazione che colpisce circa un neonato ogni 10.000 e che impedisce al sangue ossigenato di seguire il corretto percorso nel corpo. Una condizione fatale senza un intervento cardiochirurgico urgente. Non c’è tempo da perdere: la bambina viene subito preparata per l’operazione. Ha solo un giorno di vita e pesa appena tre chilogrammi quando entra in sala operatoria, affidata all’équipe di cardiochirurgia pediatrica guidata dal dottor Vitali Pak, con la presenza della cardiochirurgia Vera Cetera e del cardioanestesista Roberto Boccafogli.
Un intervento di oltre 4 ore: l’operazione riesce, il difetto cardiaco viene corretto e il sangue torna finalmente a ossigenarsi.
Da quel momento, si apre una nuova fase. Seguita costantemente dall’équipe di Terapia Intensiva Neonatale di Monasterio, diretta dalla dottoressa Elisa Barberi, la piccola affronta il decorso post-operatorio mostrando una notevole capacità di recupero. Viene rapidamente trasferita in degenza e, nelle settimane successive, è stata dimessa ed è finalmente tornata a casa con la sua famiglia. Attualmente, è seguita all’ospedale di Nottola dall’ambulatorio di follow up del neonato post critico.
Ancora una storia a lieto fine che sottolinea l’efficacia della rete sanitaria regionale e della collaborazione tra professionisti, capaci di garantire continuità assistenziale e rapidità di intervento anche nei casi di maggiore complessità.
«Ancora una volta la sanità pubblica toscana ha dimostrato la capacità e l’eccellenza dei professionisti che vi lavorano e la loro attitudine a fare squadra – commenta l’assessora al diritto alla salute della Toscana, Monia Monni –. Il nostro sistema sanitario non solo vanta competenze elevate e qualità delle cure, ma dimostra anche un lavoro di squadra perfetto, valorizzando le singole eccellenze. Ed è ciò che è stato realizzato in questo caso».
«Questa storia è il risultato di una rete che funziona – spiega il dottor Vitali Pak –. Dal riconoscimento immediato della criticità alla centralizzazione della paziente, fino all’attivazione del trasporto in emergenza e all’intervento cardiochirurgico. In situazioni come questa la rapidità è fondamentale, così come la presenza di team multidisciplinari capaci di lavorare insieme per dare a una bambina di un giorno una possibilità di vita».
«Una diagnosi estremamente difficile colta dalla sensibilità clinica dei pediatri di Montepulciano, che hanno subito compreso l’alto rischio clinico del caso – spiega il dottor Flavio Civitelli, direttore della Pediatria e Neonatologia di Nottola –. La rete ha funzionato benissimo, dalla Neonatologia di Montepulciano al trasporto neonatale protetto della TIN di Siena fino alla Cardiochirurgia di Massa, dove la piccola è stata immediatamente presa in carico. Un patrimonio professionale costruito negli anni che rappresenta un punto di forza della sanità toscana».
Fonte: Monasterio – Ufficio stampa

