Asl Tse e istituzioni unite contro la chiusura del punto nascita di Nottola: 'Un servizio indispensabile'

Asl Tse e istituzioni unite contro la chiusura del punto nascita di Nottola: ‘Un servizio indispensabile’

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Oggi, 10 agosto, l’auditorium dell’ospedale di Nottola ha ospitato una conferenza stampa per discutere il futuro del Punto nascita, in seguito al parere fornito dal Comitato percorso nascita nazionale sulle richieste di deroga.

All’incontro con i giornalisti hanno partecipato, oltre alla direttrice del presidio Barbara Bianconi e al direttore della UOC Pediatria e Neonatologia e Direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Asl Toscana sud est Flavio Civitelli, numerosi professionisti dell’ospedale e rappresentanti delle istituzioni locali, tra cui il sindaco di Montepulciano e presidente della Società della Salute Amiata Senese e Val d’Orcia – Valdichiana Senese Michele Angiolini.

Durante la conferenza, sono stati presentati i dati di eccellenza di Nottola, in particolare relativi ai cesarei: a fronte di una media nazionale del 30% nel settore pubblico e del 45% in quello privato, a Nottola il tasso si è attestato al 14,75% nel 2025, per scendere all’8,51% nel 2026. È stato anche sottolineato come l’Asl Toscana sud est si configuri come un laboratorio di eccellenza dove i team coordinati operano in maniera integrata; i pediatri sono parte di una rete neonatologica aziendale, supportata dalla Terapia intensiva di Arezzo, che garantisce percorsi omogenei e formazione pratica on the job. L’area interdipartimentale di Cardiologia Pediatrica è stata istituita proprio a Nottola, collegando pediatri, cardiologi, specialisti del Meyer e cardiochirurghi di Massa, un’esperienza forse unica in Italia che aumenta significativamente la sicurezza dei neonati affetti da cardiopatie congenite.



Flavio Civitelli direttore della UOC Pediatria e Neonatologia, Barbara Bianconi direttrice ospedale di Nottola, Michele Angiolini sindaco di Montepulciano

“Siamo consapevoli di non raggiungere la soglia di 500 parti all’anno,” ha dichiarato la direttrice di Nottola Bianconi. “Questo è causato dalla diminuzione generale della natalità, non solo nella nostra area ma su scala nazionale. Tuttavia, abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi di qualità. Per esempio, il tasso di cesarei è in calo, pur essendo già significativamente al di sotto dei limiti nazionali. Le nostre strategie già centrano le gravidanze a rischio o quelle con possibili complicanze per il nascituro,” ha continuato Bianconi. “La chiusura del punto nascita influirebbe non solo sulla nostra popolazione, ma anche su quella dell’Umbria, in particolare nella zona del lago Trasimeno, che considera il nostro ospedale un punto di riferimento per il percorso materno-infantile. Durante questo periodo di proroga, ci impegneremo a mantenere i nostri standard di qualità e sicurezza, sperando che un’inversione di tendenza nella natalità possa permetterci di conservare il Punto nascita.”

“L’Accordo Stato-Regioni del 2010 e le normative attuali mirano principalmente a ridurre i tagli cesarei inappropriati, considerati un indicatore indiscutibile di qualità e sicurezza,” ha affermato il direttore della UOC Pediatria e Neonatologia Civitelli. “La possibile chiusura di un presidio come quello di Montepulciano non rispetterebbe le indicazioni del Decreto Ministeriale 70 e, invece di abbattere i rischi, sposterebbe il problema sul territorio: oltre il 50% delle donne che si rivolgono a Nottola proviene da zone montane e remote, dove il raggiungimento dell’ospedale alternativo supera di gran lunga i 60 minuti, aumentando significativamente il rischio di eventi avversi legati alla tempistica del parto.”



“Il Punto nascita di Nottola è un reparto di alta qualità per tutta l’utenza, grazie alle competenze e alla dedizione quotidiana del personale e a una rete che opera secondo criteri di sicurezza e appropriatezza,” ha dichiarato il sindaco di Montepulciano e presidente della SdS Amiata Senese e Val d’Orcia – Valdichiana Senese Angiolini. “Siamo contrari a qualsiasi ipotesi di chiusura; la deroga di 12 mesi lascia un’intera area nell’incertezza su un servizio fondamentale per le persone. Su questo aspetto, possiamo contare sul sostegno della Regione Toscana, dei colleghi sindaci, dei professionisti e, soprattutto, del consenso diffuso del nostro territorio. La chiusura sarebbe una perdita ingente di un servizio di eccellenza, con danni per un territorio già caratterizzato da lunghe distanze da altri ospedali. Analizzando i dati del 2024 forniti dal Comitato, se Nottola fosse stata chiusa, oltre 200 parti avrebbero comportato tempi di viaggio superiori a un’ora, in alcuni casi anche triplicati per raggiungere Siena, Arezzo o Grosseto. Nella tabella esaminata dal Comitato, risultano inoltre assenti i Comuni di Radicofani, Trequanda e San Casciano dei Bagni; anche se con numeri ridotti di nascituri, è fondamentale garantire a quelle donne la possibilità di partorire in sicurezza e in tempi accettabili.”

Fonte: Asl Toscana Sud Est – Ufficio Stampa

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