Dramma a Piombino: un'infermiera scompare misteriosamente

Decesso di un paziente trasferito dall’Elba a Livorno: indagini interne dell’Asl

23 0

Riguardo alla triste vicenda del decesso del signor Roberto Raspolli, avvenuto nel mese di luglio, l’Azienda USL Toscana nord ovest esprime il proprio cordoglio e la propria vicinanza alla moglie e ai familiari, sottolineando la gravità della situazione. Fin dai primi momenti successivi alla scomparsa, l’Azienda ha attivato tutte le procedure interne di verifica per ricostruire dettagliatamente la cronologia dei fatti, i tempi e le modalità di assistenza del paziente“. Così si legge in una nota dell’Asl Toscana nord ovest riguardo al decesso dell’uomo: secondo quanto riportato nel mese di luglio dal quotidiano online ElbaReport, la famiglia ha riferito che il signor Raspolli è stato trasferito in elisoccorso a Livorno, dopo aver ricevuto assistenza 12 ore prima presso il pronto soccorso di Portoferraio, il 7 luglio, a causa di intensi dolori addominali. Il decesso è avvenuto il 10 luglio, come affermato dalla famiglia, che ha richiesto di fare “piena luce sui fatti” e una precisa ricostruzione degli eventi.

Per verificare l’accaduto, la Direzione aziendale ha “disposto un “audit” nell’ambito delle attività previste dalle normative e procedure per la sicurezza dei pazienti“, spiega l’Asl. “Dalla dettagliata analisi non sono emersi elementi tali da configurare questa situazione complessa come un ‘evento avverso’. Gli approfondimenti diagnostici e clinici eseguiti nelle ore successive all’arrivo del paziente in ospedale si sono infatti rivelati necessari per completare il quadro e definire il percorso assistenziale più appropriato, in collaborazione con gli operatori presenti all’ospedale di Portoferraio, coordinati dal direttore della struttura ospedaliera, e con i consulenti degli ospedali di Livorno e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana.

In base a quanto emerso dalla ricostruzione, i professionisti e le strutture coinvolte hanno gestito il paziente in modo adeguato, eseguendo tutti gli approfondimenti e i passaggi necessari, garantendo la disponibilità di specialisti sia in sede che nella rete ospedaliera di area vasta, con un’assistenza personalizzata tenendo conto delle esigenze del paziente, che è stato costantemente informato e supportato dai familiari, sia durante la permanenza in Pronto soccorso a Portoferraio che in Terapia intensiva a Livorno. La comunicazione con il paziente e i familiari è stata costante e documentata in modo appropriato durante tutto il percorso“.

Sul trasferimento con l’elisoccorso, “la verifica interna ha messo in evidenza tempi di arrivo del mezzo compatibili con il livello di urgenza clinica registrato e con l’esigenza di definire il percorso del paziente e di “prepararlo” al trasferimento“, aggiungono dall’Azienda sanitaria. “Le tempistiche sono state infatti giustificate dalle necessità di definire la diagnosi e il percorso appropriato, in un paziente molto anziano e fragile per via delle numerose comorbilità pregresse e del problema che ha portato all’accesso in Pronto soccorso, che purtroppo hanno causato il decesso nei giorni successivi, nonostante l’impegno del personale e dell’organizzazione sanitaria“.

L’Azienda “comprende il dolore e le richieste di spiegazioni da parte dei familiari, comprensibili in seguito alla perdita di una persona cara, auspicando al contempo il doveroso rispetto nei confronti dei professionisti sanitari, che lavorano in condizioni di forte impegno, specialmente nelle strutture di Pronto soccorso delle aree turistiche. Confermiamo la piena disponibilità dell’Azienda USL Toscana nord ovest a mantenere un rapporto aperto e trasparente con la famiglia, nel rispetto della verità, della memoria del signor Raspolli e del lavoro degli operatori che lo hanno assistito e curato con dedizione e professionalità“.

Fonte notizia