Azione Studentesca, un movimento di estrema destra, ha inserito l’istituto Carlo Livi di Prato in una lista di scuole accusate di promuovere il “pensiero unico”. Questa accusa deriva da alcune lezioni di educazione civica, tenutesi nelle settimane passate e incentrate sull’antifascismo. Secondo AS, la scuola starebbe facendo propaganda politica. Di fronte all’istituto sono comparsi anche striscioni, in riferimento agli scontri di Roma ad Acca Larenzia: “Raccontate che gli Antifa picchiano a Roma”.
Azione Studentesca ha avviato una campagna nazionale che invita studenti e studentesse a segnalare i docenti di sinistra tramite questionari e manifesti affissi in varie città, come riportato da Il Manifesto.
Le reazioni
Partiti di sinistra e centrosinistra hanno già protestato contro l’iniziativa, con FLC Cgil che ha denunciato AS: “La libertà di insegnare non può essere messa in discussione”. USB Scuola Toscana esprime “solidarietà e sostegno ai docenti, presi di mira per aver dedicato una giornata di attività didattica all’antifascismo, nell’ambito delle ore di educazione civica”. Il PCI dichiara “siamo oltre il limite“ e chiede l’intervento del Ministro Valditara.
“Fare educazione civica sull’antifascismo non equivale a fare propaganda, è un obbligo previsto dalla Costituzione”, ha dichiarato il sindaco di Montemurlo e presidente della Provincia di Prato, Simone Calamai, manifestando solidarietà ai professori, alla dirigente e agli studenti del Liceo Livi di Prato. Calamai definisce la richiesta di segnalazioni una forma di “intimidazione”: “È inaccettabile attaccare i docenti mentre svolgono uno dei compiti più cruciali nell’educazione dei nostri giovani, ovvero trasmettere i valori dell’antifascismo, che sono alla base della nostra democrazia e Costituzione. L’auspicio è che si faccia sempre più educazione civica sull’antifascismo, affinché quei principi diventino fondamenta solide per tutti i cittadini, in particolare per i nostri giovani”.
