Prato, Progetto PASS al Santo Stefano: l’équipe mobile offre assistenza domiciliare

Prato, Progetto PASS al Santo Stefano: l’équipe mobile offre assistenza domiciliare

184 0

La vicenda di Dolores, una paziente affetta da SLA, ha trasformato l’area pratese attraverso il Progetto regionale Pass (Percorsi Assistenziali per Soggetti con Bisogni Speciali), creando un’esperienza umana di assistenza sanitaria e sociale che ha coinvolto l’intero Ospedale Santo Stefano. Dall’inizio della presa in carico di Dolores, il progetto ha registrato una crescita impressionante: siamo passati dall’assistenza a 10 pazienti nel 2021 a ben 454 attuali, inclusi adulti e bambini con disabilità intellettive, fisico-motorie o sensoriali.

Oltre ai numeri, che sono notevoli, il progetto a Prato ha evoluto il suo approccio grazie a scelte innovative: l’integrazione del Medico di Medicina Generale come figura centrale e la creazione dell’équipe itinerante che fornisce le cure direttamente a domicilio; in sostanza, portando “l’ospedale” a casa, riducendo il disagio degli spostamenti, soprattutto per i pazienti più vulnerabili.

Il MMG è il professionista che avvia l’intero percorso e garantisce una presa in carico personalizzata e integrata da parte dell’équipe, composta dalla Facilitatrice PASS, da un anestesista e dallo specialista necessario secondo le specifiche esigenze del paziente.

Grazie a questa rete integrata di professionisti e servizi, – hanno commentato il dottor Dante Mondanelli, medico di direzione sanitaria e coordinatore del Progetto, e la dottoressa Chiara Selmi, Referente Facilitatore PASS per Prato, il Progetto PASS a Prato trascende il concetto di servizio, diventando un percorso di umanità e prossimità, dove pazienti, caregiver e operatori sanitari trovano supporto e riconoscimento nel loro ruolo. Per le persone, significa avere un riferimento sicuro e accessibile. Per le famiglie, è un aiuto concreto nella quotidianità. Per gli operatori, offre la possibilità di mettere in primo piano l’empatia e la professionalità.”

Questo nuovo approccio assistenziale è emerso proprio dal caso di Dolores, che non poteva recarsi in ospedale. In quell’occasione, l’ospedale si era spostato da lei, rendendo il suo domicilio un centro di assistenza. Da quel momento, l’équipe itinerante è diventata un elemento distintivo del progetto. La casa non è più solo un luogo privato, ma si trasforma in uno spazio di cura dove tutti i soggetti coinvolti si intrecciano e collaborano per realizzare una vera e propria presa in carico del paziente e del suo caregiver.

Nel Progetto PASS pratese, il paziente si sente accolto, il caregiver supportato e l’operatore valorizzato. Non si tratta solo di un progetto, ma di un’esperienza emotiva che unisce competenze professionali e umanità, trasformando ogni incontro in un’opportunità di crescita.

Le testimonianze e le espressioni di gratitudine da parte delle famiglie raccontano di un’opportunità inattesa: l’accesso ai servizi sanitari per chi vive con una disabilità grave e al contempo un percorso di vicinanza, dignità e sostegno.

Fonte: Azienda Usl Toscana Centro – Ufficio Stampa

<< Indietro



Fonte notizia

Related Post