Oscar Green 2025: dagli ortaggi in miniatura agli agri-influencer, i premiati under 35 di Coldiretti

Oscar Green 2025: dagli ortaggi in miniatura agli agri-influencer, i premiati under 35 di Coldiretti

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Da ortaggi in miniatura di Manuel Brasini alle serre intelligenti di Stefano Bondielli, passando per il mulino laboratorio della storica dell’arte Silvia Clarelli, e il vivaio sociale di Emanuele Martini, fino all’agri-influencer dell’olio Edoardo Marmeggi: queste sono le idee e i progetti premiati con l’“Oscar Green” da Coldiretti Toscana. Questo prestigioso riconoscimento, rivolto agli imprenditori under 35 e promosso da Giovani Impresa Coldiretti, è stato consegnato durante l’evento finale al Nartuart Village di Pistoia, alla presenza del delegato nazionale del movimento giovanile di Coldiretti, Enrico Parisi, e del sottosegretario della Regione Toscana, Bernard Dika.

“L’Oscar Green riflette le nostre campagne e i sogni realizzati di molti giovani che affrontano questo settore con determinazione e senza timore di sacrificarsi – afferma Francesco Panzacchi, Delegato Giovani Coldiretti Toscana. L’agricoltura per la nostra generazione è più di un lavoro; è uno stile di vita. La multifunzionalità, che unisce l’attività agricola a forme di reddito come il turismo e l’impegno sociale, ci ha aperto a nuove opportunità. Con le nostre imprese stiamo riscrivendo il futuro delle nostre terre, affrontando le sfide legate alla produzione di cibo sano, alla sicurezza alimentare e alla tutela dell’ambiente.”

Le storie di queste iniziative imprenditoriali crescono come i frutti della terra sotto il sole toscano, rappresentando il motore delle nuove generazioni di leader aziendali: aggiornati, competenti, digitali e consapevoli delle tematiche ambientali e climatiche. Negli ultimi dieci anni, le imprese under 35 sono aumentate del 9% in Toscana, un dato incoraggiante che non considera ancora le 400 nuove attività create grazie alle risorse dell’ultimo bando della Regione Toscana, che fornisce una spinta significativa, sia in termini demografici che in energia e visione per il settore. Le cinque aziende premiate con l’Oscar Green dimostrano l’evoluzione continua del settore.

INNOVAZIONE: FLOROVIVAISMO 4.0, LA SERRA È INTELLIGENTE

Stefano Bondielli – La Beppina – Massa (Ms)

Le serre di oggi sono intelligenti. Si “adattano” alle varie condizioni climatiche, sia interne che esterne, grazie a un sistema autonomo di schermi termici e aperture laterali che regolano l’aria e la luce secondo necessità, creando microclimi adattivi che garantiscono condizioni ottimali per la crescita delle piante, anche in assenza di operatori. Ma non si fermano qui: raccolgono l’acqua piovana e la condensa attraverso canaline distribuite su tutta la superficie, permettendo un notevole risparmio idrico per l’irrigazione. L’intelligenza artificiale rappresenta il prossimo passo nel florovivaismo, ma l’agricoltura di precisione è già presente all’azienda La Beppina di Stefano Bondielli (33 anni): un millennial con uno sguardo al futuro. La sua azienda si occupa della produzione di piante in vaso e fiorite, come ortensie e gerani. Figlio d’arte, Stefano gestisce la serra tramite un centralino che gli fornisce dati sulle coltivazioni e le condizioni ambientali. “Controlliamo la temperatura, la velocità del vento, la luce e perfino le condizioni meteorologiche esterne” – spiega Bondielli. “In estate, ad esempio, possiamo aprire le serre per rinfrescare l’ambiente, oppure chiuderle per mantenere il calore.” Fare agricoltura oggi significa integrare tecnologia e lavoro umano. “Siamo il tramite tra l’agricoltura tradizionale e quella moderna.” La sostenibilità va di pari passo con l’agricoltura di precisione, per Stefano significa “evitare pesticidi, fitosanitari e insetticidi, privilegiando la lotta biologica, e ottimizzare l’uso dell’acqua con sistemi di irrigazione efficienti.” “Grazie a questo approccio, l’anno scorso non abbiamo estratto acqua dai pozzi, risparmiando così sui costi energetici, e i concimi possono essere riutilizzati con un risparmio del 40%.” Il florovivaismo è entrato nell’era 4.0.

IL SUPER-ALIMENTO È IN MINIATURA: MANUEL E I MICRO-GREEN

Manuel Brasini – Green Essence – Magliano in Toscana (GR)

Piccoli, super-nutrienti e sostenibili. Manuel Brasini, 27 anni, imprenditore di prima generazione di Magliano in Maremma, coltiva benessere con i suoi micro-greens, ortaggi in miniatura che rappresentano il super-food vegetale del futuro. Questo è il fulcro dell’azienda Green Essence. Con un sapore intenso e un valore nutrizionale superiore fino a 40 volte rispetto agli ortaggi tradizionali, richiedono poco spazio e acqua. Varietà come rucola, ravanello e cavolo sono molto richieste nel settore della ristorazione moderna e stanno iniziando ad apparire anche nei mercati contadini. Bastano pochi centimetri per portare tutto il gusto e la freschezza dell’orto. Questa è una sfida imprenditoriale derivante dalla sua curiosità: “Un lavoro fisso non faceva per me. Attraverso un’esperienza in Germania, ho deciso di tornare nella mia terra e avviare un’attività sfruttando le competenze acquisite nel diploma in agraria. Ho iniziato da zero.” – racconta Manuel. “Uso metodi biologici e naturali, monitorando attentamente l’irrigazione in base alle esigenze di ogni pianta per non sprecare acqua. Consegno piantine fresche e integre in contenitori studiati per preservare la vitalità fino all’uso in cucina. La coltivazione avviene sia indoor con luci LED che in serra.” Produciamo 30 varietà di ortaggi e piante aromatiche, impiegando da due settimane a due mesi e mezzo per raggiungere la giusta crescita. Tra le sue iniziative originali, la produzione di cubetti di ghiaccio trasparenti con microgreens per cocktail naturali, catering e bevande salutari, e un libro di ricette. Ma l’ambizione non si ferma qui; l’obiettivo è chiudere il ciclo produttivo autoproducendo i semi e iniziando la coltivazione di funghi.

L’ARTE DIVENTA GRANO: SILVIA, IL MULINO-LABORATORIO E LA SUA PASTA A KM0

Silvia Clarelli – Azienda Agricola Clarelli Silvia – Castiglion Fiorentino (AR)

Da storica dell’arte a coltivatrice, Silvia Clarelli, 30 anni, ha trasformato l’eredità di suo nonno in un progetto giovane dove creatività e agricoltura si uniscono per produrre beni autentici e sostenibili. A soli 20 anni, Silvia decide di mettersi in gioco: avvia un mulino-laboratorio, oggi cuore vibrante della sua azienda. Qui, i cereali coltivati nei campi familiari – grano tenero, duro e mais – diventano farine e pasta artigianale a filiera corta, manifestazione di un’agricoltura che innova senza dimenticare le radici. La sua pasta esprime una visione: Silvia segue ogni fase, dalla semina alla lavorazione, utilizzando metodi ecologici. Materie prime locali, essiccazione lenta, lavorazioni manuali fanno della sua produzione un esempio di qualità e sostenibilità.

“Per me l’agricoltura è un’arte – racconta Silvia – un gesto creativo che va dalla terra alla tavola; il lavoro nei campi è il mio modo di rendere omaggio alla storia della mia famiglia, creando un prodotto autentico e legato al territorio. Aprire il mulino è stato un enorme passo. Ho imparato a conoscere i cereali, a molirli senza stressarli, a percepire le sfumature delle farine. La pasta è arrivata dopo perché desideravo che i consumatori assaporassero un prodotto interamente locale. Con una filiera corta, garantisco trasparenza, qualità e rispetto per l’ambiente, cultivar i miei cereali mi permette di controllare ogni fase, ridurre sprechi e valorizzare varietà a rischio di estinzione.”

Oggi l’Azienda Agricola Clarelli Silvia rappresenta una realtà attiva che porta sui mercati contadini di Campagna Amica e nelle case dei consumatori prodotti genuini, frutto di un equilibrio tra tradizione contadina e innovazione. E Silvia ha già in mente nuovi progetti: dall’ampliamento delle linee di prodotti alla valorizzazione di varietà antiche, fino a percorsi di divulgazione che uniscano agricoltura e cultura.

RICCIOLI, TOSCANITÀ E CONSIGLI PRATICI SU OLIVI E VITI: COSÌ “MICHELINO” CONDIVIDE LA SUA VITA CONTADINA

Edoardo Marmeggi – Podere Michelino – Montespertoli (FI)

Nessun briciolo di vanità nel personaggio social di “Michelino”. Edoardo Marmeggi, 28 anni, laureato in viticoltura e enologia, condivide con semplicità il suo percorso imprenditoriale, dando consigli pratici e raccontando le sue giornate trascorse tra olivi e viti. La sua è una narrazione genuina che cattura senza bisogno di effetti speciali. Imprenditore di prima generazione, Edoardo ha iniziato da zero, rilevando terreni incolti con grande potenziale e senza aiuti finanziari, un aspetto di cui è orgoglioso. “Costruisco la mia azienda passo dopo passo, alimentandola con attività di potatura a terzi. È un percorso lungo ma molto gratificante” – racconta. Podere San Michelino sulle colline di Montespertoli è il frutto di questi sforzi: ha creato un oliveto di un ettaro con circa 300 piante e gestisce ulteriori 1000 piante in affitto, avendo ottenuto anche l’autorizzazione per l’oleoturismo. Presto inizierà anche a produrre vino dalle viti piantate nel 2023. “Studiare è stato fondamentale, e il sapere è sempre utile nella gestione di un’azienda” – aggiunge Edoardo. I social sono lo strumento che utilizza per raggiungere potenziali clienti, specialmente giovani che desidera incoraggiare a seguire i propri sogni e ad affrontare i sacrifici necessari. Il numero di follower non è per lui il focus principale: “Voglio condividere questo percorso con chi è interessato e vuole seguirmi; cresceremo insieme.”

UN FIORE PER TUTTI: EMANUELE, DA VIVAISTA A IMPRENDITORE SOCIALE

Emanuele Martini – Un fiore per tutti Cooperativa Sociale – Pistoia (PT)

L’agricoltura sociale è il motore del vivaismo pistoiese, con Emanuele Martini, fondatore e amministratore della cooperativa sociale “Un Fiore per Tutti” di Pistoia, che incarna un esempio di sinergia tra tradizione e innovazione, unito a impegno etico. Emanuele ha rinnovato l’attività di famiglia, trasformando i vivai in una “fattoria sociale” che offre progetti di inserimento lavorativo personalizzati per personale svantaggiato. “Non è assistenzialismo – sottolinea Emanuele – ma un business che valorizza il lavoro e le capacità personali, dimostrando che chiunque può generare valore.”

Ogni anno, la cooperativa eroga oltre 100.000 euro in stipendi e rimborsi a persone con svantaggi sociali, specialmente nel settore della diversabilità. Presso il vivaio di Pistoia, oltre a piante ornamentali si coltivano opportunità reali di riscatto e integrazione. La storia di questa iniziativa dimostra come l’imprenditoria agricola, con valori etici e visione strategica, possa diventare un’entità di cambiamento sociale, trasformando un settore tradizionale in un modello di sostenibilità e inclusione per la provincia di Pistoia e non solo.

Fonte: Coldiretti Toscana

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