Un’attività discreta ma cruciale per la salvaguardia dell’agricoltura toscana è quella condotta dal Servizio fitosanitario della Regione Toscana, che opera in sei sedi strategicamente distribuite sul territorio. Il team è composto da ispettori, agenti fitosanitari, personale amministrativo e tecnici di laboratorio.
Recentemente, l’assessore all’agricoltura Leonardo Marras e il sottosegretario alla Presidenza della Regione Bernard Dika, insieme al responsabile del servizio Andrea Lenuzza, hanno visitato il laboratorio fitosanitario di Pistoia, che funge da punto di riferimento per l’intero distretto florovivaistico.
“Questo laboratorio rappresenta un fiore all’occhiello del nostro servizio pubblico in Toscana – ha commentato l’assessore all’agricoltura Leonardo Marras – un presidio indispensabile per la sicurezza di questo territorio, in particolare per il settore florovivaistico di Pistoia, che è una componente fondamentale dell’agricoltura toscana. La salute delle piante è essenziale lungo tutta la filiera, fino alla commercializzazione, e ci inorgoglisce poter offrire un servizio pubblico di alta qualità a sostegno di questo sistema economico”
“Un presidio prezioso composto da circa 40 professionisti, tra cui molti giovani ricercatori, che svolgono un lavoro di altissimo livello – ha aggiunto il sottosegretario Dika – Qui si combattono battaglie silenziose contro organismi nocivi, senza clamori, ma che hanno un impatto significativo sulla nostra economia e sulla vita quotidiana.
Il laboratorio di Pistoia è un esempio perfetto di come il sistema pubblico possa immediatamente supportare il mondo produttivo nel distretto florovivaistico, cruciale per l’economia regionale.”
Il secondo laboratorio fitosanitario regionale, altrettanto importante oltre a quello di Pistoia, si trova a Livorno, vicino al porto, primo punto d’ingresso nazionale per il volume di merci sottoposte a controllo fitosanitario. L’altro punto d’accesso, come spiegato, è l’aeroporto di Pisa. Ogni giorno, il Servizio fitosanitario della Regione, attraverso gli ispettori fitosanitari, monitora questi varchi e l’intero territorio per identificare la presenza di organismi nocivi come previsto dalle normative europee. In caso di criticità sospette, un campione viene inviato in laboratorio per l’analisi degli acidi nucleici e la verifica di organismi nocivi, garantendo risposte tempestive a spedizionieri e importatori. Durante i giorni di maggiore afflusso, possono arrivare fino a 100 container da ispezionare singolarmente.
Fonte: Regione Toscana – ufficio stampa
