Il Tribunale di Pisa ha ordinato un risarcimento di circa un milione di euro a favore del marito e della figlia di una donna di 74 anni deceduta nel 2021 per un tumore al colon che si era successivamente diffuso ai polmoni. I giudici hanno ritenuto che ci sia stata negligenza da parte del medico curante e dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup). La paziente sarebbe morta per insufficienza respiratoria a causa delle metastasi diffuse.
Secondo le motivazioni della sentenza, riportate da Il Tirreno, il ritardo nella diagnosi è stato attribuito alla mancata esecuzione di accertamenti necessari, quali la colonscopia e la ricerca di sangue occulto nelle feci, nonostante la presenza di sintomi riconducibili a una patologia intestinale.
La malattia è stata diagnosticata solo in fase avanzata, quando il tumore si era già propagato ai polmoni e si erano formate metastasi. La paziente era stata sottoposta a intervento chirurgico e a vari trattamenti, senza però riuscire a fermare il deterioramento delle sue condizioni cliniche.
La consulenza tecnica effettuata nel corso del procedimento ha messo in luce come una diagnosi tempestiva avrebbe potuto permettere un trattamento alternativo della malattia, offrendo la possibilità di salvare la paziente. Gli esperti hanno inoltre evidenziato il legame tra il ritardo diagnostico e l’esito fatale.
