Tutti migranti erano i 136 minatori italiani che, 69 anni fa, l’8 agosto 1956, persero la vita nella miniera di Marcinelle in Belgio a causa di un incendio. Questa data è scolpita nella memoria collettiva e oggi si celebra la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”.
Il sindaco di Montemurlo e presidente della Provincia, Simone Calamai, ha voluto ricordare questa ricorrenza richiamando ancora una volta l’importanza di un lavoro giusto e sicuro: «Il dramma di quei 136 minatori italiani, che erano lì per costruirsi un futuro migliore, è simile al continuo stillicidio di morti sul lavoro che registriamo ogni giorno, anche a 69 anni da quella tragedia, qui in Italia»
Il sindaco menziona solo alcuni dei nomi di un triste elenco, come Giulia Santoni, 23 anni, giovane infermiera della provincia di Arezzo, deceduta in un incidente mentre stava trasferendo un paziente in ambulanza sulla A1, o i due giovani operai egiziani morti lunedì scorso a causa delle esalazioni in una vasca biologica nel veneziano, che lavoravano senza contratto.
«La commemorazione di Marcinelle ci spinge, anche oggi, a richiedere con forza un lavoro giusto e sicuro. Un lavoro che rappresenti sempre un’opportunità di crescita personale e sviluppo, e mai una causa di morte, come affermato dal nostro articolo 1 della Costituzione».
Calamai sottolinea anche il prezioso lavoro della Procura di Prato, guidata dal procuratore Luca Tescaroli, nel combattere lo sfruttamento lavorativo, spesso legato a condizioni di lavoro inique e violazioni delle normative di sicurezza. «Garantire migliori opportunità di lavoro e garanzie di sicurezza a tutti i cittadini rimane un obiettivo fondamentale per le istituzioni locali. Ringrazio il procuratore Tescaroli per il suo impegno» – conclude Calamai – «È inaccettabile che alcuni imprenditori traggano profitto a spese dei lavoratori più vulnerabili, compresi i migranti, danneggiando così il tessuto produttivo sano del nostro distretto. Continueremo a lavorare attraverso le numerose operazioni della nostra polizia municipale e provinciale e con interventi interforze, affinché Montemurlo e tutto il territorio provinciale siano luoghi di diritti, lavoro e legalità»
Fonte: Ufficio Stampa
