Maxi frode da 43 milioni di euro su importazione di auto di lusso scoperta dalla GdF di Prato

Frode IVA sulle auto di lusso tedesche: sequestri superiori ai 6 milioni

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Sotto la direzione degli Uffici EPPO di Bologna, Torino e Palermo, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Prato hanno eseguito provvedimenti emessi dal Tribunale di Civitavecchia, mirati a smantellare un’associazione criminale impegnata nella vendita di automobili di lusso di provenienza tedesca. Il fatturato illecito accertato dalle Fiamme Gialle pratesi supera i 6 milioni di euro, cifra confermata dalle pronunce giudiziarie che hanno stabilito misure cautelari per 7 individui e 6 società. Contestualmente ai provvedimenti, sono state effettuate perquisizioni in oltre 16 locali, incluse abitazioni e sedi aziendali degli indagati. Tra i beni sequestrati figurano 61 veicoli e 10 conti bancari, anche esteri, per un valore complessivo di oltre 6 milioni di euro.

Le indagini condotte dai Finanzieri del Gruppo di Prato rappresentano il risultato di un’accurata e complessa attività investigativa che ha rivelato un meccanismo di frode IVA nell’importazione e nella rivendita al dettaglio di automobili di alta fascia provenienti da Germania, Austria, Belgio e Olanda.

Il contesto investigativo è emerso grazie a un esposto presentato da un acquirente al Comando Provinciale di Prato, che lamentava problemi nell’immatricolazione di un’auto usata acquistata tramite un concessionario multimarche. Questo processo investigativo ha rivelato un sistema criminale su larga scala, richiamando l’attenzione della Procura Europea, in particolare degli Uffici di Bologna, Torino e Palermo. Di conseguenza, sono state condotte indagini dettagliate, tra cui intercettazioni telefoniche e accertamenti bancari.

Le indagini hanno poi coinvolto iniziative di cooperazione internazionale con gli Uffici EPPO di Colonia e Monaco di Baviera, culminate il 20/02/2024 con oltre 80 perquisizioni in Italia e Germania, portando all’arresto di 3 indagati tedeschi e al sequestro di 40 automobili di lusso, oltre a disponibilità finanziarie per circa 1,2 milioni di euro. Le prove raccolte hanno ulteriormente consolidato il quadro accusatorio nazionale, rivelando flussi di vendita illeciti che riguardano oltre 1700 auto di origine estera commercializzate in Italia senza il pagamento preventivo dell’IVA, con un’evasione complessiva di oltre 42,8 milioni di euro.

Questo schema prevedeva l’utilizzo fittizio di società inesistenti con sede a San Marino, permettendo all’associazione di reimmatricolare i veicoli senza versare l’IVA dovuta, sostituita da attestazioni falsificate dai membri della rete criminale.

Il risparmio fiscale illecito ha costituito la base per strategie di pricing aggressivo, consentendo l’immissione di automobili di alta gamma a prezzi molto competitivi. L’accurata ricostruzione delle evidenze da parte dei Finanzieri di Prato ha portato a richieste di misure cautelari ai tribunali competenti.

Nel mese di ottobre 2025, il Gruppo di Prato ha già eseguito ordinanze emesse dai Tribunali di Ferrara e Trani, sequestrando diverse automobili di lusso e alta gamma, tra cui Ferrari, Lamborghini, Porsche e varie Mercedes AMG, BMW e Audi, oltre a terreni, beni immobili e risorse finanziarie per un totale superiore a 5 milioni di euro.

Contemporaneamente, simili richieste sono state presentate al Tribunale di Civitavecchia riguardo a un gruppo criminale operante nella zona di Bracciano (RM), che fungeva da broker per concessionarie nel Lazio e a Roma.

Il Tribunale di Civitavecchia, accogliendo le tesi accusatorie, ha disposto 5 misure personali (2 arresti domiciliari, 2 obblighi di dimora e 1 obbligo di presentazione alla PG), 2 interdizioni da cariche direttive e il sequestro di beni per oltre 6 milioni di euro, portando il totale a oltre 11 milioni di euro in Italia.

Tali attività sono state supportate dai Reparti del Corpo di Roma e di altre province italiane.

L’azione della Guardia di Finanza, in sinergia con gli uffici della Procura Europea di Bologna, Torino e Palermo, dimostra un fattivo impegno nel contrasto alle frodi fiscali, a tutela delle risorse erariali nazionali e dell’Unione Europea e degli operatori del settore automotive.

Questa operazione si inserisce nelle azioni tese a combattere le forme più insidiose di illegalità economica che alterano la concorrenza e compromettono la trasparenza commerciale, in un contesto particolarmente delicato per il settore.

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