Premio Pozzale: l'elenco dei 17 libri finalisti

Premio Pozzale: l’elenco dei 17 libri finalisti

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Si entra nel vivo della 73ª edizione del Premio Letterario Pozzale-Luigi Russo. In previsione della cerimonia finale che, seguendo la tradizione, avrà luogo nei mesi invernali, la Giuria e il Comitato Organizzatore hanno selezionato le opere che contenderanno il prestigioso riconoscimento.

Sono 17 i titoli scelti per l’edizione 2026: un viaggio di lettura che spazia tra narrativa e saggistica, raccontando il nostro tempo attraverso voci, temi e linguaggi diversi. Nei prossimi mesi, i giurati si dedicheranno all’analisi approfondita delle opere candidate per arrivare alla selezione delle tre opere vittoriose.

“Ogni anno la selezione dei libri del Premio Pozzale-Luigi Russo – ha affermato il sindaco Alessio Mantellassi – offre una varietà di storie e conoscenza che basterebbe da sola a soddisfare i gusti dei lettori più diversi. Anche quest’anno, il lavoro della Giuria e del Comitato è lodevole per aver scelto macro e micro storie che invitano a riflettere su temi politici, sociali, di valori e decisioni. La scelta finale dopo l’estate porterà a raccogliere le migliori pubblicazioni per l’edizione numero 73; nel frattempo, questi sono gli stimoli aperti a tutti per avvicinarsi a una selezione della recente produzione editoriale italiana di alta qualità.”

“Ringrazio tutte le componenti della giuria per aver redatto questa lista – ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Matteo Bensi – che ogni anno rappresenta il top di ciò che è stato scritto nel panorama editoriale nazionale e che viene proposto a Empoli come spunto di riflessione, lettura e interpretazione del nostro tempo attraverso i libri. L’obiettivo di un premio letterario come il Pozzale è quello di provare a leggere la realtà attraverso quel straordinario strumento che è la narrazione nelle sue molteplici forme, dalla narrativa alla saggistica.”

“La selezione dei titoli scelti dalla Giuria della 73^ edizione del Premio Pozzale – conclude la presidente del Comitato Organizzatore, Francesca Cecchi – presenta un elenco di libri tutti di notevole interesse. Il nostro è un premio letterario storico – fondato nel 1948, quando si puntò sulla letteratura per risvegliare le coscienze – ma resta un premio attualissimo, che ha affinato il suo profilo valorizzando la diversità in ogni sua forma: il Premio rappresenta fiducia nella cultura, nella libertà di pensiero e nello spirito critico. È anche un’opportunità per ottime letture in arrivo per la prossima estate.”

Fanno parte della nuova giuria Viola Ardone, Marino Biondi, Ilaria Gaspari, Carlo Greppi, Cristina Nesi, Francesca Petrizzo, Giorgio Van Straten, Gaia Tortora. Alla giuria partecipa per diritto Francesca Cecchi, presidente del Comitato Organizzatore.

La carità carnale di Monica Acito (Bompiani, 2026). Dopo il successo di Uvaspina, l’autrice torna ad esplorare il corpo come spazio di sedimentazione di memoria, colpa e desiderio. Ambientato tra il Cilento e una Napoli viscerale, il romanzo narra la storia di Marianeve e del suo difficile rapporto con il padre, Sarchiapone. La “carità” del titolo diventa fisica, mescolando sacro e profano, spiritualità e bisogni materiali, con una lingua densa e poetica.

Il mondo senza inverno di Bruno Arpaia (Guanda, 2026). Ideale seguito del romanzo eco-distopico Qualcosa là fuori. Nel 2078, a causa di un catastrofico cambiamento climatico, l’Europa è sconvolta e la Scandinavia è diventata una fortezza tropicale. Qui si rifugiano i migranti climatici Marta, Sara e Miguel, scoprendo però una società rigidamente divisa in caste (Cittadini A, B e C) e governata da algoritmi di intelligenza artificiale. Nascerà così una fragile ma determinata rete di resistenza.

Cuoio di Gabriele Cavallini (Einaudi, 2025). Romanzo d’esordio potente, ambientato nel distretto conciario di Santa Croce sull’Arno. Racconta la parabola di due fratelli (richiamando il mito di Caino e Abele) e del protagonista Michelangelo, legati alla sfida del mestiere della concia delle pelli. Un mondo dominato dall’odore del cromo, dal sacrificio e dal peso di un’eredità familiare, dove prosperare o morire sono le uniche alternative.

Mancò la fortuna non il valore, di Fabio De Ninno (Laterza, 2025). Un saggio di “debunking storico” che analizza criticamente uno dei miti più persistenti del dopoguerra in Italia: l’idea che le truppe fasciste abbiano perso sui vari fronti solo per sfortuna, nonostante un presunto valore leggendario. L’autore sottolinea le gravi colpe strategiche di Mussolini e dei vertici militari, senza trascurare le violenze commesse contro i civili nei territori occupati.

Libri insieme. Viaggio nelle nuove comunità della conoscenza di Chiara Faggiolani (Laterza, 2025). Un saggio sociologico che esplora il fenomeno delle nuove comunità di lettura (dai gruppi di lettura ai silent reading party). Contrariamente all’idea che basti leggere per migliorare la società, l’autrice dimostra il contrario: è creando spazi di connessione umana e rigenerazione urbana attorno ai libri che si riscopre il valore del tempo lento e della conoscenza condivisa.

L’idiota di famiglia di Dario Ferrari (Sellerio, 2026). Un’acuta satira del panorama culturale e del sottobosco editoriale italiano, ma anche un profondo ritratto familiare e politico. Il protagonista Igor, tornato a Viareggio per affrontare una crisi familiare, si trova a ricomporre i frammenti della vita del padre (“Herr”), un uomo con ambizioni frustrate e ideali politici irrealizzati. Il libro con ironia e leggerezza racconta le contraddizioni di una generazione disordinata.

Genocidio, una storia politica e culturale di Paolo Fonzi (Laterza, 2025). Il volume ricostruisce la genealogia storica e giuridica del concetto di “genocidio”, dalla sua origine durante la Seconda guerra mondiale fino ai conflitti contemporanei, analizzando come questo termine venga utilizzato, interpretato o a volte strumentalizzato nel dibattito sul diritto internazionale e sulla memoria.

Misia e basta di Francesca Frigerio (Manni, 2026). Un romanzo biografico incentrato sulla figura straordinaria di Misia Sert (nata Godebska), musa, pianista e mecenate che ha attraversato la Parigi della Belle Époque. Amica di Coco Chanel e musa di Renoir e Toulouse-Lautrec, il libro ne restituisce la complessità al di là delle etichette, ritraendola come una donna libera e audace.

Figlie selvagge di Cinzia Giorgio (Rizzoli, 2025). Un romanzo storico ambientato a Benevento nel 1630, in piena epoca di caccia alle streghe. Le protagoniste, levatrici ed esperte di erbe, guariscono i malati ma vivono ai margini, guardate con sospetto dal potere maschile e religioso. Quando una di loro scompare, la giovane Bianca sfida il pericolo per scoprire la verità, armata soltanto di solidarietà femminile.

Petrarca. La vita e il mondo di Luca Marcozzi (Carocci, 2025). Una biografia storica e letteraria rigorosa di Francesco Petrarca. Attraverso lo studio di documenti e testimonianze, l’autore smonta i miti auto-costruiti dal poeta, restituendo un’immagine realistica del “padre dell’umanesimo”, calato nelle complessità politiche e sociali del Trecento.

La prima volta che siamo stati bianchi di Maria Pace Ottieri (Sellerio, 2026). Un raffinato resoconto di viaggio e osservazione antropologica. L’autrice racconta di quando, ventenne nel 1975, partì per il Dahomey (oggi Benin) per realizzare un documentario Rai sui riti vodun. Attraverso le ferite del colonialismo e la bellezza di quell’Africa remota, il libro confronta esperienze passate con un Benin trasformato dal turismo.

Primamà di Laura Pariani (La nave di Teseo, 2025). Scritto dalla vincitrice del Premio Campiello alla carriera, questo romanzo celebra l’energia femminile e la narrazione come atto di resistenza. Al centro si trovano storie di donne che, tramite la memoria collettiva, cercano riscatto e nuove opportunità, sfidando convenzioni e tempo.

Mille di Lorenzo Pavolini (Marsilio, 2025). Un romanzo storico che narra la vita di un uomo dedicato a un’idea di libertà e giustizia, ispirato dal mito di Garibaldi. Con un’accurata ricostruzione d’epoca, la narrazione interagisce con i valori dell’epopea garibaldina e l’eredità etica di una famiglia nel corso delle generazioni.

Lunario dei giorni insonni di Elvira Seminara (Einaudi, 2026). Un romanzo ipnotico, caratterizzato da un andamento notturno. La storia si svela attraverso lo sguardo di una protagonista spigolosa che soffre di insonnia. Nelle ore buie, il tempo si dilata e viene alla luce una bellezza nascosta, rivelando dettagli che sfuggono alla frenesia diurna.

La peggior specie di Maurizio Torchio (Sellerio, 2026). Un oscuro viaggio noir che esplora i confini tra uomo e animale. Ambientato tra la civiltà del cibo e del vino, il romanzo presenta una vera e propria discesa agli inferi tra corpi, sangue e contraddizioni sociali, dimostrando che la creatura più feroce da cui difendersi è sempre quella umana.

Oriente. Una storia di Alessandro Vanoli (Laterza, 2025). Un viaggio storico e culturale che destabilizza l’idea di un confine netto tra Occidente e Oriente. Lo storico mostra come l’Oriente non sia un luogo fisso, ma una costruzione mentale in continuo mutamento. Dalla spiritualità indiana antica fino al fenomeno contemporaneo del sushi, il saggio esplora i molteplici pezzi di Oriente che da sempre compongono la nostra identità.

L’ultimo operaio di Niccolò Zancan (Einaudi, 2026). Un reportage narrativo e poetico incentrato sulla fine della civiltà industriale del Novecento. Il libro segue gli ultimi giorni d’attività di un operaio di Mirafiori (Torino), ultimo ad aver visto l’Avvocato Agnelli e la fabbrica quando era il cuore d’Europa. Oggi, tra cassa integrazione e capannoni vuoti, rimane solo il silenzio di un mondo che si dissolve.

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