Barbara Berlusconi dopo l'archiviazione delle accuse di strage mafiosa del 1993: "Necessaria una riforma della responsabilità civile dei giudici"

Barbara Berlusconi dopo l’archiviazione delle accuse di strage mafiosa del 1993: “Necessaria una riforma della responsabilità civile dei giudici”

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Barbara Berlusconi, in un’intervista a Libero, esprime un mix di “sollievo” e “rabbia” dopo l’archiviazione dell’inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993. Sottolinea come, secondo lei, “hanno cercato di colpirlo più attraverso le procure che attraverso il voto” e che una parte significativa del Paese si sia già resa conto di questa situazione. “Leggere che mancavano ‘elementi concreti’ fa riflettere sul dolore e sulla delegittimazione che sono stati inflitti ingiustamente a lui – afferma -; nessuno potrà mai restituire il peso umano di trent’anni di accuse così infamanti”.

Riguardo all’archiviazione recente, Barbara Berlusconi commenta che “il referendum sulla magistratura è stata una grande opportunità persa“. Non lo dice solo in relazione a suo padre, ma come cittadina preoccupata per la crescente sfiducia nel sistema giuridico. Secondo lei, il problema non è mettere in discussione l’autonomia della magistratura, ma piuttosto trovare un equilibrio tra indipendenza e responsabilità a beneficio dei cittadini. È favorevole, quindi, all’ipotesi di introdurre una responsabilità civile per i magistrati.

Barbara Berlusconi: “I magistrati hanno un potere immenso”

“Ritengo che si tratti di una riforma necessaria – sottolinea – poiché attualmente in Italia c’è un enorme squilibrio: i magistrati esercitano un potere notevole sulle vite delle persone, sulla politica e sulle imprese, ma raramente rispondono dei loro errori. Se un medico o un imprenditore commettono gravi errori, ne pagano le conseguenze. Al contrario, un’indagine che dura decenni e che termina senza elementi concreti, non porta a responsabilità per chi l’ha condotta”. Sostiene che la riforma non dovrebbe compromettere l’indipendenza della magistratura, che considera “sacrosanta”, ma evidenzia che “indipendenza non può significare irresponsabilità”. In una democrazia matura, entrambi i principi devono coesistere; altrimenti, la fiducia dei cittadini nella giustizia è compromessa.

“Penso che il Parlamento debba avere il coraggio di approvare subito una legge ordinaria per rafforzare la responsabilità civile dei magistrati – afferma -. Per troppi anni si è preferito mantenere tutto immobile, nonostante errori evidenti e processi infiniti, causando danni enormi alla vita delle persone e alla democrazia nel Paese. Questo ha influito negativamente anche sull’immagine della magistratura”.

“Non credo affatto che chiedere maggiore responsabilità significhi indebolire i giudici – conclude -; al contrario, significa rafforzare la credibilità della giustizia e ristabilire un equilibrio più sano tra potere e responsabilità. In tutte le democrazie liberali, un grande potere deve avere adeguati contrappesi. Il Parlamento ha il dovere di intervenire”.

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