Immaginata, raccontata, illustrata e conosciuta in tutto il mondo, la fiaba di Pinocchio viene celebrata in questi giorni a Firenze in occasione dei duecento anni dalla nascita del suo autore, Carlo Collodi, il cui vero nome è Carlo Lorenzo Filippo Giovanni Lorenzini, originario di Firenze.
Carlo Alberto Vanalesta, illustratore e maestro vetratista di Forte dei Marmi, ha scelto di dedicare la sua arte a una personale interpretazione a fumetti di Pinocchio, presentata ieri a Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, insieme ad Anna Maria Iacobacci, presidente dell’associazione culturale Pinocchio Carlo Lorenzini, Antonio Giannelli, presidente di Colors for Peace, Michele Lazzerini dell’editore Fiorenza e Andrea Balestri, noto per aver interpretato Pinocchio nella famosa serie del 1972 diretta da Luigi Comencini.
“Come poche altre fiabe della letteratura infantile – ha affermato il presidente Eugenio Giani – Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, nel suo titolo originale, riesce con una semplicità disarmante a narrare storie e valori tipicamente toscani, ispirando autori e artisti di ogni angolo della creatività, dalla pittura alla scultura fino all’animazione, in tutte le sue forme, incluse quelle digitali e le recenti versioni sviluppate tramite intelligenza artificiale.”
“In ogni sua interpretazione, questa fiaba che si evolve in romanzo – ha proseguito Giani – mantiene un’essenza toscana autentica, non solo per le sue origini geografiche, ma per un modo di vivere e percepire la realtà. La Toscana di Collodi trae ispirazione da luoghi reali che alimentano la fantasia. Ecco perché la toponomastica gioca un ruolo fondamentale nelle opere di Carlo Lorenzini, ispirando ogni angolo del mondo, dove ognuno può riconoscere la quercia che ha ispirato Pinocchio, la trattoria e lo specchio d’acqua che accoglie l’ingresso nella bocca della balena. I disegni di Vanalesta offrono oggi una rinnovata visione toscana di un classico intramontabile.”
“Ogni volume dedicato a Pinocchio – ha commentato Anna Maria Iacobacci – ci invita a esplorare un universo noto con nuovi occhi e forme inaspettate. Nella versione di Vanalesta, fin dalla copertina, si percepisce un messaggio immediato: l’arancione vibrante e luminoso che trasmette energia e gioia di vivere. Un colore che cattura l’attenzione e ci riporta alla spensieratezza della fanciullezza. Lo sguardo adulto si sofferma invece sui disegni, dove emerge la figura della fata Turchina, reinterpretata dall’autore con particolare delicatezza.
“Non è solo un personaggio – ha aggiunto Anna Maria Iacobacci – ma un gesto d’amore. Vanalesta ha dedicato quest’opera a sua nipotina, le cui sembianze possono essere intraviste nei lineamenti della fata. Queste tavole esprimono un profondo sentimento di cura, tenerezza e protezione. Questo particolare rende il libro ancora più intimo e autentico, poiché ci ricorda che l’arte, quando nasce da un sentimento sincero, riesce a toccare tutti. Il linguaggio del fumetto rappresenta oggi una forma espressiva accessibile e potente, che non semplifica la storia, ma la rende immediata e visiva, capace di attrarre lettori di ogni età.”
“Carlo Alberto Vanalesta – ha concluso Antonio Giannelli – si è attenuto con autenticità alla fiaba di Collodi, creando un libro con finalità sociali, poiché parte dei proventi delle vendite sarà devoluta a organizzazioni che si occupano di bambini e bambine in difficoltà. Nel realizzarlo, Vanalesta ha messo passione e tutta la sua rinomata abilità, visibile oggi nelle vetrate della parrocchia di Forte dei Marmi, in quella dedicata al Beato Vescovo Niccolò Stenone nella Basilica di San Lorenzo a Firenze e nella crocifissione collocata nel santuario della Madonna dei Quercioli a Massa, solo per citarne alcune.”
Fonte: Regione Toscana
