Amici del Padule di Fucecchio: "Deludente Piano Faunistico Venatorio, ma Emergono anche Segnali Positivi"

Amici del Padule di Fucecchio: “Deludente Piano Faunistico Venatorio, ma Emergono anche Segnali Positivi”

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Lo scorso 30 luglio, la Regione Toscana ha approvato a maggioranza il Piano Faunistico Venatorio, ma non è un piano valido! Come i precedenti, si basa su una visione venatoria in cui la protezione della fauna selvatica è marginale“. Così si esprime il Consiglio Direttivo dell’associazione Amici del Padule di Fucecchio per la Biodiversità, che aggiunge: “Questo è il frutto di una prassi amministrativa, trasversale ai principali partiti, che hanno sempre delegato la gestione di questa materia alle associazioni venatorie. I cacciatori rappresentano una minoranza il cui consenso si pensa di poter facilmente orientare, senza contropartite, perché la fauna non vota e i contrari alla caccia, pur essendo maggioranza, non considerano questa tematica prioritaria in fase elettorale. Tuttavia, questa volta qualcosa è cambiato!

In primo luogo, la questione non è rimasta confinata negli uffici tecnici dell’Ente per essere approvata senza clamore dal Consiglio (in pieno periodo estivo), ma è divenuta di pubblico dominio, incontrando il dissenso di alcune forze politiche di maggioranza. Per la prima volta, le numerose osservazioni delle associazioni ambientaliste (comprese le nostre), una volta considerate spam e cestinate, sono arrivate in aula consiliare come emendamenti sostenuti dai gruppi di M5S, AVS e da alcuni consiglieri del PD. Sebbene l’effetto pratico sia stato minimo, con l’accoglimento di poche questioni importanti, l’effetto simbolico è stato notevole.



Foto Alessio Bartolini

Dopo l’approvazione, il Presidente Giani, il Sottosegretario Dika e la Presidente del Consiglio Saccardi hanno dovuto intervenire per rassicurare i cacciatori in rivolta. Tuttavia, loro malgrado, i tre esponenti dell’ala riformista (filovenatoria) del PD hanno potuto osservare una protesta più ampia e ben argomentata che si sta sviluppando nella società civile. La natura viene concepita come un insieme affascinante di forme di vita e relazioni complesse, ciò che rende ospitale la nostra Casa Comune. La fauna selvatica deve essere considerata come una comunità di animali cui va restituito spazio, trovando soluzioni di coesistenza, senza dimenticare il lavoro di chi pratica l’agricoltura e la pastorizia tradizionale.

Una “spinta“, continuano da Amici del Padule di Fucecchio per la Biodiversità, “che emerge soprattutto fra le nuove generazioni. In questo contesto, l’assurda concezione del ‘cacciatore bioregolatore’ non ha spazio. Le soluzioni devono derivare dalla ricerca scientifica e da attività professionali (come ditte agroforestali supportate da biologi). La caccia potrà avere un futuro solo se sarà in grado di riformarsi, abbandonando presunzioni di superiorità, il mito della ‘tradizione’ e la difesa di pratiche indefendibili (quali l’uso dei richiami vivi), per contribuire con umiltà e senso etico al ripristino della natura. Una prospettiva che, purtroppo, appare lontana e forse utopica, considerando il delirio venatorio generato dalla recente proposta di legge Malan-Lollobrigida.

Oltre 1400 pagine di documento e non c’è menzione della tutela delle specie a rischio di estinzione in Toscana (come il Lanario); nulla su come integrare il piano con la Nature Restoration Law, il regolamento dell’Unione Europea per il ripristino degli habitat degradati. Non è certo il piano che avremmo desiderato (e in merito condividiamo il commento del Presidente del WWF Toscana), ma qualche piccolo progresso è stato fatto. È importante ricordare, ad esempio, che la Regione Toscana si impegna a seguire le indicazioni scientifiche dell’ISPRA. Questo non è un aspetto da sottovalutare, visto che l’ente era alla guida delle regioni che volevano sostituire l’ISPRA con istituti faunistici regionali sotto il loro controllo.

Le nostre osservazioni, che sottolineavano la necessità di ampliare la superficie protetta del Padule di Fucecchio, come indicato anche da altri strumenti di pianificazione regionale, sono state respinte, ma sembra che, per la prima volta, siano state discusse. Ciò che ci incoraggia in questa fase critica – concludono – è la crescente attenzione della pubblica opinione verso la tutela della natura, soprattutto tra le giovani generazioni.”

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