«Ci sono assistiti che, nel tempo, diventano amici di viaggio. Claudio è stato uno di questi. In questi anni abbiamo vissuto speranze, delusioni e importanti successi, fino alla recente vittoria davanti al Consiglio di Stato. Avrei desiderato stringergli la mano una volta che questa vicenda fosse stata definitivamente conclusa. Non è stato possibile. Tuttavia, il suo coraggio, dignità e amore per la giustizia continueranno a ispirare il nostro impegno. Un abbraccio sincero alla moglie, alla figlia e a tutti i suoi cari da parte della famiglia dell’Osservatorio Nazionale Amianto». Con queste parole, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ricorda Claudio Apicella, ex maresciallo della Guardia di Finanza, 78 anni, residente a Porto Santo Stefano, scomparso ieri dopo una lunga malattia causata dall’esposizione all’amianto durante il servizio e che ha lottato fino all’ultimo con la stessa determinazione con cui aveva servito lo Stato indossando la propria divisa.
Una perdita che lascia un profondo vuoto non solo nella sua famiglia, ma anche in coloro che hanno condiviso con lui un lungo cammino di ricerca della verità e della giustizia. Per oltre trent’anni, ha servito lo Stato nel contingente navale della GdF, e proprio a bordo delle unità su cui ha prestato servizio ha subito l’esposizione all’amianto che, anni dopo, gli avrebbe provocato una grave patologia asbesto-correlata, costringendolo a affrontare una lunga battaglia che ha contrassegnato gli ultimi anni della sua vita, non solo contro la malattia, ma anche per il riconoscimento dei propri diritti.
La sua lotta non è stata solo personale. Per oltre un decennio ha intrapreso una battaglia legale, assistito da Bonanni e dall’ONA, ottenendo importanti riconoscimenti fino alla recente sentenza del Consiglio di Stato che ha consolidato il percorso verso il pieno risarcimento dei danni.
Questa sentenza rappresenta un passo significativo anche per molti altri membri delle Forze Armate e dei Corpi dello Stato che hanno contratto malattie legate all’esposizione all’amianto durante il servizio.
Purtroppo, Claudio non ha avuto la possibilità di vedere conclusa quella battaglia che aveva combattuto. “Non ha mai lottato solo per sé stesso”, conclude Bonanni. “Dietro ogni sua vittoria c’era la speranza che nessun altro dovesse affrontare lo stesso percorso di solitudine, sofferenza e attesa. Questo è il legato più importante che ci lascia, e che continueremo a onorare, restando vicini alla sua famiglia e proseguendo, con ancor maggiore determinazione, la battaglia per la tutela di tutte le vittime dell’amianto”.
L’ONA offre consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it.
Fonte: Ufficio Stampa ONA – Osservatorio Nazionale Amianto
