La Croce Viola-Pubblica Assistenza di Sesto Fiorentino ha denunciato di aver ricevuto una multa per l’ingresso in una zona Ztl a Prato nel 2020. Viene riportato che quattro anni dopo è arrivato il sollecito di pagamento, il ricorso presentato è stato respinto e una delle ambulanze è stata soggetta a fermo amministrativo. Dalla parte del Comune di Prato arriva immediatamente una replica, sottolineando che non è stato eseguito il fermo amministrativo e che il verbale non è stato contestato entro i termini legali. Procediamo con ordine.
In una comunicazione, la Croce Viola di Sesto descrive le sue esperienze con la burocrazia, affermando: “le vie della burocrazia sono infinite. E cieche“. La situazione ha avuto inizio il 20 gennaio 2020, quando un’ambulanza dell’associazione è entrata nella ZTL di Prato per trasportare una paziente dal reparto di neurochirurgia di Careggi al vecchio ospedale Misericordia e Dolce. Questo accesso è stato registrato dal sistema elettronico del Comune di Prato, che ha registrato un transito “nella zona a traffico limitato ZTL A senza autorizzazione”. “Non importa che sia transitata un’ambulanza, riconoscibile dalla sua livrea istituzionale: il dispositivo di rilevazione delle infrazioni, al contrario di quelli più ‘sensibili’ di comuni limitrofi (che annullano le multe riconoscendo il mezzo di soccorso), ha semplicemente eseguito il suo compito emettendo una multa di 98 euro. Questa somma, – aggiungono dalla Croce Viola – in un periodo di pandemia, è stata smarrita e quindi non è stata contestata tempestivamente“.
Da quel momento, la situazione è rimasta silente fino a settembre 2024, “quando presso la sede dell’associazione perviene un’ingiunzione di pagamento da parte della società ‘Sori’ per conto del Comune di Prato“, che citando il verbale di gennaio di quattro anni prima “richiede il pagamento, che da 98 euro è aumentato a 316,54 euro“. In risposta, l’associazione ha richiesto il riesame del provvedimento, “seguendo le indicazioni sull’ingiunzione e inviando via posta elettronica certificata la documentazione che attestava l’infrazione era stata commessa da un’ambulanza, includendo anche la richiesta di trasporto sanitario dall’Azienda ospedaliero universitaria Careggi“.
A commentare l’accaduto sono i dirigenti dell’associazione: “In una situazione normale – afferma il presidente Alessandro Iasiello – questo sarebbe bastato per annullare ogni tipo di contestazione e magari ricevere anche delle scuse. A Prato, invece, il sistema funziona diversamente. Non solo il ricorso è stato respinto, ma la società Sori ha avviato a maggio di quest’anno un procedimento di fermo amministrativo su una nostra ambulanza, che tra l’altro non è nemmeno quella interessata dalla violazione, con una cifra complessiva che ora, tra spese di notifica e altri costi, supera i 400 euro“.
“Considerare un fermo amministrativo su un’ambulanza è assurdo – commenta il direttore della Croce Viola, Davide Costa -. Quando la burocrazia diventa disfunzionale, è tempo di denunciare ciò che accade: bloccare un mezzo disponibile ogni giorno per la comunità dai nostri volontari è privo di senso. Il Comune di Prato ha commesso tre errori: il primo non annullando il verbale in autotutela, una volta riconosciuto il mezzo di soccorso, il secondo respingendo il nostro motivato ricorso, e il terzo semplicemente considerando l’idea di fermare un’ambulanza di soccorso“.
“Ci prendiamo qualche giorno prima di procedere al pagamento – conclude il presidente Iasiello – e speriamo che il Comune di Prato si rendi conto dell’errore e ci contatti per risolvere questa questione, che ha dell’assurdo e dell’incredibile, configurandosi come una grande ingiustizia“.
“Il Comune di Prato – viene riportato in una nota – ha appreso tramite la stampa dell’accertamento risalente al 24 gennaio 2020 nei confronti del mezzo della Croce Viola – Pubblica Assistenza di Sesto Fiorentino. Considerando che si tratta di un’iniziativa legata al volontariato in ambito socio-sanitario, sono state avviate urgentemente delle verifiche, e si è venuti a sapere che Sori ha già informato i diretti interessati dell’intenzione di non attuare il fermo amministrativo del veicolo, in quanto da considerarsi un bene strumentale per l’attività di impresa, secondo l’art. 86 del D.P.R. 29/09/1973 n. 602.
Dai primi riscontri, effettuati con urgenza dal Comune, è emersa la non contestazione del verbale da parte degli interessati alle autorità competenti, entro i termini previsti dalla normativa dopo la notifica della sanzione, nonché la mancata impugnazione della cartella esattoriale nel 2024. Le giustificazioni relative al servizio di emergenza avrebbero potuto essere presentate, consentendo interventi tempestivi.
Con la massima considerazione che il Comune di Prato riserva alle associazioni di volontariato, che offrono un servizio con impegno e generosità per la comunità, sono in corso ulteriori accertamenti e verifiche in merito alla vicenda.
