La perdita di Antonio Lucchesi rappresenta un momento di intensa tristezza per Confindustria Toscana Nord, soprattutto per gli industriali di Prato, di cui “Tonino”, come affettuosamente lo chiamavano, era il decano.
Nel corso della sua lunga vita, iniziata il 31 gennaio 1928, Lucchesi ha dimostrato il suo impegno in quasi tutti gli aspetti della comunità pratese e del panorama della moda italiana.
Originario di una famiglia già attiva nel settore tessile – con il nonno Guido a fondare l’attività – Antonio era il maggiore di cinque fratelli. Assunse la guida dell’azienda quando il padre Ettore si ammalò gravemente. Era il 1949, e quella responsabilità costrinse il giovane Antonio a interrompere gli studi di giurisprudenza.
Fondò il Lanificio Figli di Ettore Lucchesi, di cui fu presidente fino al 1963, quando l’attività passò dalla produzione di tessuti a quella di filati per maglieria. È in questo periodo che si costituì quella che oggi conosciamo come Industria Italiana Filati, una delle aziende principali del distretto tessile di Prato. La sua dedizione imprenditoriale si estese anche a diverse altre aziende del settore filati, come la Filatura a Pettine di Vaiano, oltre ad altre attività.
Il suo impegno associativo fu particolarmente intenso e duraturo. Il nonno Guido Lucchesi era stato tra i 109 imprenditori che nel 1912 fondarono l’Unione fra gli Industriali Pratesi, ora Unione Industriale Pratese, integratasi in Confindustria Toscana Nord; Antonio fece propria questa vocazione familiare con grande determinazione. Già nel 1954, era membro del Consiglio direttivo dell’associazione, e nel 1966 fece parte del Comitato di reggenza, contribuendo così alla presidenza di Enrico Pecci. Ricoprì il ruolo di vicepresidente dal 1968 al 1973 durante i tre mandati di Carlo Cangioli e fu presidente per tre mandati dal 1980 al 1986. Durante il suo mandato, avvenne l’acquisto dell’immobile poi conosciuto come Palazzo dell’Industria, attuale sede pratese di Confindustria Toscana Nord. Lucchesi descriveva l’inaugurazione, avvenuta nel settembre 1985 alla presenza dell’allora presidente di Confindustria Luigi Lucchini, come forse il giorno più bello della sua vita all’Unione.
Fu Lucchesi – ancora presidente, sebbene il suo mandato fosse formalmente terminato, grazie a una prorogatio concessagli dai colleghi imprenditori – a dare il benvenuto all’industria pratese per la visita di Papa Giovanni Paolo II il 19 marzo 1986. La sua carriera fu costellata anche da importanti ruoli in altre componenti del sistema Confindustria, da Confindustria Toscana all’Associazione Laniera, fino alla giunta di Confindustria nazionale (1982-1988).
Il suo impegno fu intenso anche nel Centro di Firenze per la Moda Italiana e in Pitti Filati (1975-2002), nel settore bancario come socio fondatore della Cassa di Risparmio di Prato e membro del consiglio di amministrazione dal 1982 al 1986, e nel settore assicurativo come vicepresidente di GEAS-Gruppo Fondiaria fino al 1988.
La sua influenza si estese anche all’amministrazione della città di Prato: consigliere comunale dal 1960 al 1965, fu in seguito vicesindaco e assessore all’Organizzazione, alle concessioni edilizie e all’annona dal 1995 al 2000, durante il primo mandato di sindaco di Fabrizio Mattei, mantenendo il ruolo di consigliere economico anche nel quadriennio successivo. Come rappresentante del Comune di Prato, fu membro del consiglio dell’Interporto della città.
Lucchesi ricoprì molteplici ruoli anche nel mondo della cultura, essendo stato vicepresidente del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci dalla sua creazione fino al 1996, così come nel volontariato e nelle associazioni (incluso il Rotary e associazioni sportive). Fu anche uno dei protagonisti del libro “Flanelle & velour”, pubblicato dall’Unione Industriale Pratese nel 2002 a cura di Andrea Balestri e Giampiero Nigro, e di “100 anni di Unione”, un volume del 2012 redatto dalla storica Monica Pacini in occasione del centenario dell’associazione, di cui Antonio fu presidente del Comitato per le celebrazioni.
Sebbene l’attività industriale della famiglia fosse ora principalmente gestita dai figli, Lucchesi continuava a seguirne gli sviluppi, restando profondamente legato all’associazione confindustriale. Un ricordo vivo di lui è la serata del 12 marzo 2019, intitolata “Prato da ieri al futuro”, dove dialogò con il giovane presidente di Confindustria Toscana Alessio Ranaldo. Da quell’incontro nacque una pubblicazione, curata da Andrea Balestri, che ripercorre la vita imprenditoriale e personale di Antonio Lucchesi.
“Con la scomparsa di Antonio Lucchesi, viene a mancare una personalità che è impossibile definire ordinaria – afferma la presidente di Confindustria Toscana Nord, Fabia Romagnoli -. Con il suo carisma, visione e capacità di realizzazione, è stato un vero gigante nel panorama imprenditoriale e a Prato. Ricorderemo sempre la sua umanità e umiltà, che lo hanno reso un punto di riferimento e un esempio luminoso per tutti noi. Le nostre più sentite condoglianze vanno alla sua amata famiglia, in cui sono confluiti gli sforzi straordinari che ha dedicato all’Unione Industriale Pratese.”
Fonte: Confindustria Toscana Nord – Ufficio Stampa
