Una mostra a Pisa su Ligabue a 60 anni dalla sua scomparsa

Una mostra a Pisa su Ligabue a 60 anni dalla sua scomparsa

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La mostra rappresenterà un’opportunità fondamentale per riscoprire l’intensa espressività e il mondo interiore di un artista che ha saputo comunicare con una voce originale e universale. Il percorso espositivo narrerà la vita e il genio creativo di Ligabue, evidenziando la sua sorprendente affinità con i principali esponenti dell’Espressionismo europeo.

Iniziativa di ARTIKA, sotto la direzione di Daniel Buso ed Elena Zannoni, con il supporto del Comune di Pisa e della Fondazione Augusto Agosta Tota per Antonio Ligabue, e curata da Mario Alessandro Fiori, segretario generale della Fondazione, insieme alla Direzione Artistica di Beside Arts, la mostra presenterà oltre 80 opere che esplorano la vita, la psiche e la tormentata storia di quest’affascinante artista.

Per Antonio Ligabue, l’arte ha sempre rappresentato un bisogno profondo e istintivo, un mezzo per affrontare le difficoltà e le turbolenze della vita. Questa urgenza espressiva si riflette nella potenza visiva delle sue opere, capace di emozionare e commuovere ancor oggi il pubblico. La rassegna celebrerà il cammino di questo genio visionario in continua evoluzione, evidenziando la sua incessante ricerca artistica, caratterizzata da un uso audace del colore – vibrante ma armonico – e da una forza emotiva intensa. Il suo linguaggio iconografico, un mix di popolarità e raffinatezza, si manifesta in dipinti di grande impatto.

Il percorso espositivo guiderà i visitatori attraverso le tappe fondamentali della vita e dell’arte di Ligabue, rivelando alcune delle sue opere più caratteristiche. Tra queste spiccheranno i rinomati autoritratti e le iconiche raffigurazioni di animali selvatici: tigri maestose, leopardi, rapaci in azione e straordinari leoni. Un’immersione in una giungla affascinante e impervia, capace di esprimere con forza l’intensità visiva e simbolica del mondo interiore dell’artista.

“La capacità di Pisa di attrarre una mostra così prestigiosa come quella che aprirà a dicembre agli Arsenali Repubblicani, omaggio al genio espressionista di Ligabue, dimostra l’ottimo lavoro svolto negli ultimi anni dall’Amministrazione comunale per promuovere l’arte e gli artisti – afferma l’assessore alla cultura del Comune di Pisa Filippo Bedini. Un lavoro che si è concretizzato costruendo, mattone su mattone, settimana dopo settimana, un percorso che ha portato a ospitare in città mostre importanti, soprattutto di artisti locali, creando spazi idonei per l’esposizione e strumenti per allestire le opere degli artisti pisani.

Per quanto riguarda gli spazi comunali dedicati all’arte, oltre a Palazzo Lanfrachi e alla collaborazione con l’Università, vogliamo mettere in evidenza quanto è stato fatto dalla metà del 2023 a oggi nella Chiesa di Santa Maria della Spina, riservata a mostre di alto livello legate all’arte sacra e alle realizzazioni artistiche incentrate sulla ricerca spirituale. Inoltre, ci sono state numerose esposizioni proposte a Palazzo Gambacorti, sia nell’atrio che nella cosiddetta Scala sopra le Logge. Infine, non dimentichiamo la trasformazione del Fortilizio della Cittadella, ora dedicato come “casa degli artisti pisani”, ospitando mostre rilevanti come quelle di Borsacchi, De Rosa e Montagnani. Da ultimo, c’è la recente apertura del nuovo centro espositivo e convegnistico alla Cittadella Galileiana, ancora in fase di perfezionamento, ma con notevoli potenzialità.

Tutto questo lavoro svolto ha portato a un risultato straordinario: Pisa avrà il privilegio di ospitare una mostra di richiamo nazionale come quella dedicata a Ligabue, curata da Mario Alessandro Fiori. Questo è un ulteriore passo avanti, un significativo miglioramento nell’arte a Pisa, seguendo le mostre di elevato livello tenutesi negli ultimi anni agli Arsenali Repubblicani, come ad esempio la mostra fotografica di Steve McCurry, che ha riscosso un grande successo.

Ligabue, “el matt”, è un artista di primo piano sulla scena internazionale, una figura fantastica, forse ancora troppo poco riconosciuta, la cui vita, oltre all’arte, racconta una storia affascinante, seppur triste e a volte cruda, di come sensibilità, profondità e capacità espressiva possano seguire percorsi inaspettati, lontani dalla normalità, caratterizzati da solitudine e emarginazione. Un autodidatta fragile, ma capace, tramite la sua pittura, di toccare le corde più profonde delle nostre anime. I suoi dipinti audaci, sempre ricchi di colore, rappresentano spesso animali, come polli in combattimento vivace e una grande varietà di felini, in particolare tigri, aquile, volpi e cavalli. Opere imprevedibili, lontane dalle miserie personali, fanno di Ligabue – conclude Bedini – l’esponente più autorevole del movimento pittorico naif del Novecento italiano.

“Un’altra straordinaria opportunità per mostrare il genio di Ligabue si concretizza a Pisa” – dichiara il curatore Mario Alessandro Fiori – “una mostra che metterà in risalto la forza di quest’artista, la sua urgenza espressiva e la sua appartenenza, spesso trascurata, a uno dei movimenti fondamentali dell’arte europea del Novecento: l’Espressionismo. Ligabue è stato, senza dubbio, il nostro espressionista.

Le sue opere, con quei volti distorti dal dolore, gli animali selvatici intrisi di tensione vitale, le nature selvagge e visionarie, parlano la lingua comune di Edvard Munch, Egon Schiele e Oskar Kokoschka. Proprio come Van Gogh, Ligabue usava la potenza del sentimento, penetrando la materia pittorica per restituire emozioni visceralmente autentiche. In un’epoca in cui l’Espressionismo attraversava l’Europa come il linguaggio dell’inquietudine e della verità interiore, Ligabue – pur rimanendo isolato e distante dai centri culturali principali – ha saputo interpretare lo spirito di movimento con autenticità, permettendo alla sua condizione di emarginazione di dare vita a una voce potente, sincera e inconfondibilmente moderna.”

Fonte: Comune di Pisa – Ufficio stampa

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