Ucciso in Colombia: il ricordo di Alessandro Coatti da parte dei suoi ex compagni della Scuola Normale

Ucciso in Colombia: il ricordo di Alessandro Coatti da parte dei suoi ex compagni della Scuola Normale

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Recentemente, la Scuola Normale ha espresso profondo dispiacere per la scomparsa dell’ex allievo di biologia Alessandro Coatti. Studente del percorso ordinario dal 2005 al 2010, ha condotto la sua attività di ricerca presso il Laboratorio Bio@SNS, sotto la supervisione del professor Tommaso Pizzorusso, prima di continuare gli studi in Inghilterra con un master all’UCL (University College London). I docenti della Normale lo ricordano come un ragazzo eccezionale, una persona dal grande cuore, il cui talento e umanità hanno lasciato un’impronta duratura.

I suoi compagni degli anni alla Scuola Normale ci hanno inviato un testo per onorare la sensibilità e i valori umani che definivano Alessandro, e lo riportiamo qui.

 

Alessandro Coatti lascia un ricordo toccante in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo come studente, collega, compagno di molte ore passate insieme e amico.

In qualità di esperto di bioetica e policy presso la Royal Society of Biology, Alessandro ha avuto l’opportunità di intervenire dinanzi al Parlamento britannico. Durante la sua carriera, si è impegnato costantemente per difendere la diversità e promuovere l’inclusione di tutti coloro che si trovano ai confini della ricerca; nel 2024 ha guidato la prima delegazione della Royal Society al Pride di Londra, sostenendo la libertà e il diritto di esprimere appieno la propria identità. All’università e alla Scuola, con la sua grazia e una timidezza apparente, Alessandro faceva domande stimolanti ed era entusiasta di discutere alla fine di ogni lezione. Non si accontentava mai della sola acquisizione di informazioni: preferiva una lettura critica e amava condividere le sue idee con noi.

Per molti di noi, pensare ad Alessandro significa rievocare la sua gentilezza e i sorrisi che riservava a ogni incontro, anche fugace, mentre pedalava in bicicletta. Era una persona affabile, e i suoi grandi occhi azzurri sapevano meravigliarsi della natura e cercare la bellezza nell’umanità. Amava le feste con gli amici e i silenzi della campagna al tramonto d’estate. Parlava fluentemente diverse lingue ed era un umanista nel senso più profondo della parola: desiderava conoscere il mondo, affrontava con determinazione i pregiudizi, ed era genuinamente interessato alle persone e alle loro storie. Con la sua voce dolce e il suo inconfondibile accento, il suo sguardo cristallino e il suo sorriso sincero, riusciva spesso a portare un raggio di sole nei nostri giorni.

Alessandro ci mancherà profondamente, e il ricordo dei momenti trascorsi insieme a lui ci accompagnerà per sempre.

Fonte: Scuola Normale Superiore

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