Foto di Misericordia di Empoli. Antonino Turrisi con i volontari della mensa Emmaus
Otto mesi dopo il tragico evento del 14 novembre scorso, quando Antonino Turrisi, volontario della Misericordia di Empoli, subì un’aggressione violenta da parte di un senzatetto fuori dalla mensa Emmaus in via XI Febbraio, il volontario è tornato ad riunirsi con i colleghi della mensa: “Questa mattina il nostro volontario Antonino Turrisi è venuto a farci visita alla mensa – riporta la Misericordia in un post sui social -. Rivederlo sorridere è stata un’emozione unica per tutti noi“.
Un percorso lungo, come spiegano dalla Misericordia, che ha permesso a Turrisi di ritornare tra i volontari dopo aver subito fratture multiple e un ricovero in prognosi riservata presso l’ospedale San Giuseppe di Empoli a causa delle ferite riportate.
“Il suo coraggio e la sua determinazione sono un esempio per tutti – si legge nel post -. Antonino è sempre stato parte della nostra grande famiglia e oggi più che mai possiamo affermare che è e rimarrà sempre uno di noi“.
Turrisi fu aggredito intorno alle 11.30, subito dopo aver terminato il suo turno. Il volontario subì pugni e calci da un senza fissa dimora, ma riuscì a salvarsi grazie all’intervento di un altro volontario, che fortunatamente passava di lì e riuscì a mettere in fuga l’aggressore. Dopo i soccorsi del 118, Turrisi fu trasportato all’ospedale di Empoli. L’aggressore, un nigeriano quarantenne, frequentatore abituale della mensa, venne arrestato e portato in carcere con l’accusa di tentato omicidio.
L’aggressione ha colpito profondamente la comunità empolese, suscitando numerosi messaggi di solidarietà da parte delle istituzioni e del mondo del volontariato, sia a livello locale che toscano.
Dopo mesi di ricovero, Turrisi torna, “passo dopo passo“, verso la normalità. “Un abbraccio da tutti i volontari della Misericordia. Ti aspettiamo“, concludono i volontari.

