La gestione delle acque delle terme di Casciana sarà inseparabile dal controllo dello stabilimento termale pubblico. Questo è quanto stabilito dalla Regione Toscana e dal Comune di Casciana Terme Lari, che hanno recentemente pubblicato un bando di gara per affidare a un unico soggetto sia la concessione mineraria per l’estrazione del giacimento termale di Bagni di Casciana, sia la gestione del complesso termale e delle relative attività. Quest’ultima sarà attuata attraverso un contratto di affitto del ramo d’azienda della società pubblica attuale, Bagni di Casciana srl, controllata indirettamente dalla Regione e dal Comune, che attualmente detiene anche la concessione mineraria.
La presentazione del nuovo bando è avvenuta oggi, 22 luglio, presso Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, alla presenza dell’assessore regionale alle terme Leonardo Marras, del sindaco di Casciana Terme Lari Paolo Mori, dell’assessore alle società partecipate del Comune di Casciana Terme Lari Sandro Francalanci e dell’amministratore di Bagni di Casciana srl Rolando Pampaloni.
Il bando, con scadenza al 2 ottobre, è in conformità con il protocollo d’intesa firmato dai due enti nell’agosto 2025, il quale prevede, tra l’altro, la salvaguardia dei posti di lavoro, la tutela del know-how aziendale, la valorizzazione degli immobili funzionali all’attività, e il mantenimento della centralità dello stabilimento nella vita economica, sociale, culturale e turistica del comune. Questi obiettivi sono di interesse pubblico e in linea con la natura del complesso, accreditato dal sistema sanitario nazionale come centro di riabilitazione motoria e per il trattamento di specifiche patologie, grazie alle proprietà della sua acqua, nota come Acqua Mathelda.
“Oggi segniamo un passo cruciale per il futuro delle Terme di Casciana”, ha dichiarato l’assessore regionale Leonardo Marras. “Abbiamo creato un modello che combina la concessione della risorsa termale con la gestione dello stabilimento, poiché crediamo che acqua, servizi e patrimonio debbano rimanere uniti. L’obiettivo è garantire continuità, qualità e uno sviluppo duraturo”.
“Abbiamo elaborato un percorso che tutela l’interesse pubblico”, continua Marras: “salvaguarda i lavoratori, valorizza un patrimonio storico e sanitario di grande rilevanza, mantiene la proprietà pubblica del complesso e crea le condizioni per attrarre un operatore solido, in grado di investire e far crescere l’attività. Vogliamo che le Terme di Casciana restino un punto di riferimento per la riabilitazione, il benessere e il turismo, generando opportunità per il territorio”.
La Regione Toscana e il Comune di Casciana Terme Lari possiedono rispettivamente il 75,66% e il 24,34% di Terme di Casciana spa, la società immobiliare che detiene il complesso termale (eccetto Palazzo Poggi, storico edificio sede delle terme, di proprietà comunale). La società è in liquidazione dal 2018 e controlla integralmente Bagni di Casciana srl. Il complesso termale include villa Borri, l’edificio termale, il parco termale e la palazzina di riabilitazione.
“In due anni di legislatura, abbiamo trovato un percorso per mettere in sicurezza Bagni di Casciana e chiudere la liquidazione di Terme di Casciana, avviata nel 2018” spiega Paolo Mori, sindaco di Casciana Terme Lari. “Grazie al dialogo e a un senso di responsabilità, abbiamo sbloccato una situazione che era bloccata. Ciò è stato possibile grazie al supporto della Regione per il progetto che abbiamo presentato, e per questo ringrazio l’assessore regionale Leonardo Marras. Siamo convinti di aver creato un modello innovativo che può servire da esempio anche per altre strutture termali. Abbiamo realizzato un progetto che mantiene la proprietà pubblica, garantisce i posti di lavoro e prevede un aumento del canone d’affitto se il fatturato della società conduttrice cresce rispetto a quello pre-affitto. Abbiamo anche previsto la tutela del patrimonio immobiliare e delle risorse idriche. Ne sono orgoglioso”.
“Prima avevamo un malato che non riuscivamo a curare”, conclude Mori, “ora abbiamo trovato il farmaco rappresentato da un conduttore ‘solido’ come indicato nel bando; il prestigio delle Terme di Casciana non si presta a avventurieri: ci sono interessi in gioco. Sono fiducioso. Il 2 ottobre scopriremo se le Terme di Casciana possono riacquistare la vitalità di un tempo. Ringrazio il segretario generale del Comune Alfredo Priolo e i professionisti che ci hanno assistito: Andrea Pertici, Luigi Murciano, Elena Baldini Orlandini e Nicola d’Anza, nonché la liquidatrice”.
Il bando
La gara d’appalto, gestita dall’Unione Valdera, prevede una concessione mineraria per le acque termali di 20 anni, con la stessa durata stabilita per l’affitto del ramo dell’azienda. Il valore complessivo del bando è di 5,15 milioni di euro: 250mila euro all’anno per l’affitto e 7.500 euro annui per la concessione mineraria. Di questi, 1,5 milioni di euro più 150mila euro per la concessione mineraria dovranno essere versati dall’aggiudicatario nei primi tre anni, per garantire il risanamento di Bagni di Casciana e facilitare la chiusura della liquidazione di Terme di Casciana. A partire dal quarto anno, il vincitore dovrà riconoscere all’azienda gestrice il 6% sul maggior fatturato rispetto al 2024.
Possono partecipare alla gara società o consorzi di imprese con esperienza nei settori del benessere, termali, fitness e assistenza sanitaria, dimostrando un fatturato annuale di almeno 400mila euro in uno di questi settori negli ultimi 10 anni. Per quanto riguarda la capacità economica e finanziaria, è richiesto un fatturato di tre milioni di euro per tre anni negli ultimi cinque.
I partecipanti dovranno anche presentare un piano per manutenzioni straordinarie, garantendo lavori al complesso termale per 500mila euro, accreditati sui canoni di affitto dal quinto anno, per un limite annuo di 35mila euro. Ulteriori interventi saranno premiati dal bando, che considera anche lo sviluppo dell’attività termale e l’efficientamento energetico e idrico.
Fonte: Regione Toscana – ufficio stampa
