“Trump ha confermato il dazio del 10% sul Pecorino Romano; ora la politica deve aiutarci a gestire questa situazione critica”. Così commenta Gianni Maoddi, presidente del Consorzio di Tutela del Pecorino Romano, l’esito della revisione tariffaria decisa dall’amministrazione americana, che mantiene invariato il dazio sull’export del principale formaggio ovino italiano nel mercato statunitense.
Mentre per altri importanti concorrenti del settore lattiero-caseario italiano negli Stati Uniti è stata prevista una riduzione della tariffa dal 25 al 15%, per il Pecorino Romano nulla cambia: il dazio resta al 10%, un peso sempre più insostenibile per il settore. “Attualmente per il Pecorino Romano rimane tutto confermato come prima”, afferma Maoddi. “Adesso esamineremo attentamente il documento americano di oltre 400 pagine e attendiamo la convocazione della task force ministeriale nei prossimi giorni. Speriamo ci siano ancora opportunità per esentare il Pecorino Romano dai dazi e continueremo a lavorare con impegno per questo: monitoriamo ogni possibilità che le attuali trattative possano aprire. È fondamentale ricevere supporto sia dalla politica nazionale che regionale, attraverso azioni e interventi immediati a sostegno di un settore cruciale per l’economia della Sardegna e dell’agroalimentare italiano.”
Nel frattempo, la delibera della Regione Sardegna che estende anche al settore lattiero-caseario gli strumenti finanziari attivati dalla Sfirs, la società in house della Regione, è accolta con soddisfazione dal Consorzio. “È una delibera attesa, che risponde alle necessità della nostra filiera in un momento in cui ogni forma di sostegno è vitale – sottolinea Maoddi – è positivo anche il coinvolgimento della Sfirs: confidiamo nelle competenze di entrambe, Regione e Sfirs, per passare rapidamente alla fase operativa. Non possiamo perdere tempo: tra due mesi inizia la nuova stagione produttiva e dobbiamo necessariamente cambiare rotta per garantire stabilità al comparto.”
