Anche i Comuni dell’Empolese Valdelsa e del Comprensorio del Cuoio sono stati presenti alle celebrazioni per l’82° anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, una delle più tragiche stragi perpetrate dalle forze naziste durante l’occupazione dell’Italia.
A rappresentare Empoli, insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile per il coraggio dimostrato dalla popolazione durante la Resistenza, sono stati gli assessori alla Cultura e alla Cultura della Pace Matteo Bensi e al Commercio Adolfo Bellucci, presenti con il Gonfalone civico. Tra i presenti anche il sindaco di San Miniato, Simone Giglioli, il vicesindaco di Fucecchio Fabio Gargani, il presidente del Consiglio comunale Francesco Bonfantoni, e il vicesindaco di Capraia e Limite Edoardo Antonini.
La giornata commemorativa è iniziata con una messa in suffragio delle vittime nella chiesa di Sant’Anna, officiata dall’arcivescovo di Pisa, padre Saverio Cannistrà. A seguire, si è svolta la deposizione delle corone d’alloro nella piazza della chiesa e la cerimonia al Monumento Ossario, con benedizione e inaugurazione del restauro, alla presenza del generale di corpo d’armata Andrea Rispoli, capo dell’Ufficio per la Tutela della Cultura e della Memoria della Difesa.
Anche quest’anno, il Comune di Empoli, Medaglia d’Oro al Merito Civile per il valoroso comportamento della popolazione durante la Resistenza, ha partecipato con il Gonfalone civico. A rappresentare l’amministrazione comunale empolese erano presenti gli assessori alla Cultura e alla Cultura della Pace, Matteo Bensi, e al Commercio, Adolfo Bellucci.
“Ogni 12 agosto è un onore portare il gonfalone della Città di Empoli, Medaglia d’Oro al Merito Civile per la Resistenza, a Sant’Anna di Stazzema, un luogo che rinnova la memoria della strage, promuove la Cultura della Pace e ci invita a riunirci quotidianamente attorno ai valori dell’antifascismo”, hanno dichiarato Bensi e Bellucci.
Anche Fucecchio ha partecipato attivamente alle celebrazioni. Il vicesindaco Fabio Gargani e il presidente del Consiglio comunale Francesco Bonfantoni hanno preso parte alla commemorazione per rappresentare l’amministrazione comunale.
“Ricordare Sant’Anna di Stazzema è un dovere verso le vittime e le nuove generazioni” – ha affermato Gargani –. “La memoria non appartiene solo al passato: è uno strumento fondamentale per costruire un futuro basato sulla pace, sulla democrazia e sul rispetto della dignità umana. Dobbiamo tramandarla e non permettere che l’indifferenza cancelli ciò che è accaduto”.
L’amministrazione di Fucecchio ha anche ricordato che nelle prossime settimane si rinnoveranno le commemorazioni dell’Eccidio del Padule di Fucecchio, in cui nell’agosto del 1944 furono uccisi 175 civili. Le iniziative si svolgeranno tra il 22 e il 23 agosto.
Anche il Comune di Vinci era presente alla commemorazione, rappresentato dal Gonfalone civico e da Mila Chini, assessora ai progetti di valorizzazione della memoria storica e democratica del Comune, accompagnata da Giorgio Pedani, presidente della sezione Anpi di Vinci. “Partecipare a questa cerimonia solenne significa non solo ricordare le vittime di questa immensa tragedia – in cui uomini, donne e bambini hanno visto la loro vita distrutta dalla ferocia – ma anche confermare la responsabilità di essere dalla parte giusta, dalla parte della libertà e della democrazia” ha dichiarato Chini.
Presenti a Sant’Anna anche il sindaco di Santa Croce sull’Arno, Roberto Giannoni, che ha partecipato alla cerimonia con il labaro comunale, portato dal comandante della polizia locale Sandro Ammannati.
Giannoni ha sottolineato l’importanza personale e civile della commemorazione, rimarcando la necessità di andare oltre il semplice conteggio delle vittime per restituire un volto alle persone uccise.
“Il ricordo dell’eccidio” – spiega il sindaco Giannoni – “non è solo un atto formale, a cui partecipo come sindaco di Santa Croce Sull’Arno. Mentre si sale verso l’ossario, si pensa che dietro ai numeri di quella strage nazifascista si celano dei nomi. I nomi di donne, uomini e bambini, e la mente torna a quel giorno”.
Il sindaco ha poi aggiunto: “In quel giorno non sono stati uccisi 560 civili inermi, ma molti di più. Gli uomini sarebbero diventati padri, le donne madri, e i figli sarebbero diventati uomini e donne. Questo è ciò che mi sottolinea l’impatto di una sola istante che ha interrotto tante vite, così presenti in quella maledetta giornata, ma anche tante vite future”.



