Sciopero a Pisa: Unità Sindacale per Difendere i Diritti, Contro il Genocidio e le Politiche di Austerità

Sciopero a Pisa: Unità Sindacale per Difendere i Diritti, Contro il Genocidio e le Politiche di Austerità

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È di recente conclusa, almeno per la maggior parte dei manifestanti e dei lavoratori in sciopero, la manifestazione cittadina, che, stando ai dati, si è rivelata uno dei cortei più significativi degli ultimi 50 anni a Pisa.

Le adesioni allo sciopero sono state elevate, a conferma che la maggioranza del paese ha già scelto da che parte stare, contro il genocidio del popolo palestinese e la politica estera italiana complice dell’economia coloniale.

È fondamentale chiederci il motivo per cui abbiamo scioperato il 3 Ottobre; le ragioni non sono solo etiche e morali, legate a un popolo che ha subito una grave carneficina (oltre 60 mila morti), ma anche la consapevolezza che l’economia di guerra è solo agli inizi e porterà a politiche di austerità salariale, riduzioni del welfare, sanitario e educativo, e a un innalzamento dell’età pensionabile o modifiche nei calcoli contributivi che diminuiranno gli assegni previdenziali.

Infatti, quando esauriranno i prestiti onerosi dell’UE, il riarmo avrà bisogno di fondi che si reperiranno solo tramite tagli ai settori sociali.

Valutiamo positivamente la creazione di un ampio fronte sindacale che va dal sindacalismo di base alla Cgil; questa forza deve essere impiegata anche per proteggere i salari, rilanciare i servizi pubblici e gestire rinnovi contrattuali che possano arginare l’erosione del potere d’acquisto.

L’intervento della commissione di garanzia era quasi scontato; ci troviamo di fronte a una decisione politica volta a negare l’evidenza che, come menzionato nella nostra convocazione, ai sensi dell’art. 2 comma 7 della Legge 146/90 non bisogna rispettare i “preavvisi minimi” poiché si sta verificando una grave violazione della Costituzione e un pericolo per la vita dei lavoratori coinvolti nella Global Sumud Flottilla.

Il diritto di sciopero è minacciato e il Governo tenterà di restringere ulteriormente gli spazi di libertà e democrazia nei luoghi di lavoro; eventuali sanzioni saranno contestate nelle sedi appropriate.

Fonte: Cobas e Cub Pisa

Fonte notizia

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