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Sanità di confine, Paladini (FI) su Montopoli: “Oltre 850 firme raccolte nei luoghi in cui le cose non funzionano”

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Oltre ottocentocinquanta firme. In un Comune di queste dimensioni non si tratta di una semplice petizione, ma di un vero e proprio referendum. Questo è il numero di cittadini che hanno dovuto organizzarsi autonomamente, poiché chi li amministra non ha prodotto altro che riunioni e discussioni per sei mesi. Fitti, come loro stessi definiscono. Ma all’amministrazione dovremmo ricordare che un numero così alto di firme non si raccoglie dove tutto funziona bene.” Queste le parole di Lorenzo Paladini, segretario provinciale di Forza Italia Pisa, riguardo il bilancio fornito dall’amministrazione comunale di Montopoli in Val d’Arno sul tema della sanità di confine. Nei giorni scorsi, dopo l’incontro del Comune con l’Asl Toscana Centro, che sarà seguito da discussioni con l’ASL Toscana nord ovest, la sindaca Linda Vanni ha annunciato un’assemblea pubblica per il prossimo ottobre. Oggi ha anche commentato il Comitato “Montopoli per la Prossimità delle Cure”, che ha raccolto 870 firme nei comuni di Montopoli, Castelfranco di Sotto e San Miniato (zona San Romano).

Rileggiamo il calendario, che parla da solo” sottolinea Paladini. “14 dicembre 2025: i cittadini inviano una PEC a Regione, aziende sanitarie e Comune. 22 gennaio 2026: la sindaca riceve la comunicazione. Poi silenzio. Quattro mesi e mezzo di totale immobilità. Nessun atto sull’accordo di confine, nessuna risposta, nessuna convocazione. 4 giugno: oltre 60 cittadini si riuniscono a Capanne e presentano ventotto testimonianze documentate. Anziani isolati, malati oncologici, persone in carrozzina costrette ad attendere ore al pronto soccorso, ambulanze che decidono di portarti a venticinque minuti invece che a cinque. E si parla di efficienza. 15 giugno: il consigliere regionale di opposizione Marco Stella presenta un’interrogazione urgente in Consiglio regionale. E miracolosamente, arriva la visita dell’assessora, la disponibilità a convocare un tavolo tecnico, e l’incontro del 14 luglio a Firenze. Perfino un comunicato stampa. Quattro mesi e mezzo di immobilità prima, tre passaggi in sei settimane dopo. Una coincidenza straordinaria che l’amministrazione stranamente non spiega. D’altronde, lo affermano loro stessi: il percorso è nato ‘a seguito delle segnalazioni pervenute a partire dal dicembre 2025 dai residenti’. E ci hanno messo sei mesi.”

Per Paladini, “c’è un dettaglio che dice tutto. Il 14 luglio, a Firenze, erano presenti la sindaca e gli assessori, ma non il comitato dei residenti, che ha raccolto ventotto testimonianze e oltre ottocentocinquanta firme. Hanno discusso i problemi dei cittadini senza coinvolgerli. A ottobre, convocheranno un’assemblea per spiegare agli stessi cittadini come si è evoluta la situazione“. Il segretario provinciale di FI prosegue: “Dopo sette mesi di chiacchiere e riunioni, non siamo ancora riusciti a incontrare chi deve firmare l’accordo, cioè l’ASL Toscana Nord Ovest. Tutto il resto sono incontri tra coloro che erano già d’accordo. A famiglie e residenti non interessano queste riunioni, né l’ennesima foto patinata in cui ci verrà detto cosa faranno. Serve un’ambulanza che li porti a cinque minuti dall’ospedale, non a venticinque.”

È importante dirlo chiaramente, poiché in questi mesi si è cercato di raccontare una realtà diversa – afferma Roberta Salvadori, montopolese e dirigente provinciale di Forza Italia, la quale specifica che i cittadini si erano rivolti a lei prima che la situazione venisse resa pubblica – I cittadini chiedono il diritto alla prossimità delle cure, ovvero la possibilità di accedere ai servizi più vicini anche se si trovano oltre un confine amministrativo. È un principio già riconosciuto dalla Regione Toscana da tempo. Il 6 marzo 2025, la Regione ha siglato un accordo quadro tra ASL Toscana Centro e ASL Toscana Sud Est, coinvolgendo ventisei comuni e oltre trecentocinquantamila abitanti. In quella occasione, il presidente Giani ha dichiarato che i confini sono solo un vincolo amministrativo e che ha senso superarli quando l’obiettivo è fornire la migliore risposta possibile ai bisogni di salute. Quella dichiarazione vale per tutti i toscani, o non vale per nessuno. Evidentemente, a Montopoli e Castelfranco di Sotto, quei confini sono più resistenti.”

Lo dico da medico, ancor prima che da cittadina – continua Salvadori – non discutiamo di emergenza-urgenza, per cui esiste un coordinamento regionale. Parliamo di chi deve ritirare un farmaco a venticinque chilometri invece che a cinque, di famiglie che perdono ore di lavoro per accompagnare un familiare a una visita. Non sono opinioni né favole: sono le ventotto testimonianze fornite dai cittadini.”

Ci sono tre richieste chiare e semplici: convocazione immediata del tavolo tecnico con l’ASL Toscana Nord Ovest, misure transitorie per i pazienti più fragili in attesa dell’accordo, e trasmissione dei dati sulla mobilità sanitaria del territorio. Inoltre, è fondamentale che al tavolo siano presenti anche i rappresentanti del comitato. Sono loro ad aver raccolto le firme e le testimonianze. Ignorarli sarebbe un grave errore e un’ulteriore mancanza di rispetto.

Voglio sottolineare un’ultima cosa – conclude Paladini –. In questa situazione ci sono nomi e cognomi che meritano di essere citati. Barbara Bini (portavoce del Comitato, Ndr) ha raccolto le segnalazioni dei cittadini, le ha documentate una per una, ha scritto alle istituzioni e ha coordinato centinaia di persone senza metterci sopra alcuna bandiera. Roberta Salvadori ha fatto ciò che in politica avviene raramente, ma rappresenta invece il modo di operare di Forza Italia: al posto di scrivere un post, ha portato il problema a chi decide, chiedendo aiuto a un consigliere regionale eletto in un altro collegio, dimostrando nuovamente attenzione per il nostro territorio. Senza questo intervento, oggi non parleremmo di tavoli tecnici, ma staremmo ancora in attesa di una risposta risalente al 22 gennaio.”

Il PD si rassegni a un fatto semplice – termina Paladini –. Ottocentocinquanta firme e un’interrogazione hanno portato in sei settimane a risultati che sei mesi di dialogo costante con i vertici non hanno generato. Se avessimo atteso il fitto percorso, saremmo ancora a dicembre. A ottobre, davanti ai cittadini, non vogliamo ascoltare un elenco di incontri, vogliamo sapere se l’accordo esiste. Nell’attesa, l’interrogazione del 15 giugno attende ancora una risposta dalla Giunta regionale. Anche quella è evidentemente parte di un percorso molto fitto.”

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