“Il 24 luglio si sono concluse le analisi dei filtri PM10 delle stazioni di monitoraggio di Pisa-Passi, Pisa-Borghetto e Lucca-Viareggio. Tutti i campioni analizzati risultano praticamente liberi dagli inquinanti organici cercati, ovvero Diossine e Furani.” Questo è quanto riportato in una nota da Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, in merito alle analisi sulla qualità dell’aria effettuate dopo l’incendio che ha colpito l’azienda Spedi a Migliarino l’11 luglio, nel comune di Vecchiano. Anche per i risultati sui campioni vegetali era stata comunicata l’assenza di inquinanti.
“I segnali strumentali sono tutti sotto i valori di LOQ (Limit Of Quantification) e, in ogni caso, i valori sommati in I-TEQ come Lower Bound (LB) e Upper Bound (UB) sono in linea con i valori di fondo assegnati a un’area urbana per questo tipo di inquinanti. I risultati analitici sono riassunti qui.
Attualmente si conclude questa fase di indagine: nel caso si siano formate Diossine e Furani durante l’incendio, – spiegano da Arpat – questi inquinanti non sono stati rilevati nei campioni analizzati per valutare le ricadute a terra (vegetali a foglia larga) e nemmeno nei filtri delle stazioni di monitoraggio del PM10 adiacenti.
Chiaramente, le condizioni in cui si è sviluppato l’incendio (temperatura, velocità dei fumi, ecc…) insieme alle condizioni atmosferiche hanno ampliato l’area interessata dalla ricaduta, dispersando in modo significativo la polvere generata dall’incendio; polvere che agisce come veicolo di diffusione di tali inquinanti nell’ambiente.”
