Ritorno in mare a Livorno di due tartarughe Caretta caretta

Ritorno in mare a Livorno di due tartarughe Caretta caretta

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Due tartarughe Caretta caretta sono state restituite al mare questa mattina, al largo della Meloria, dopo aver ricevuto cure presso il Centro di Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine dell’Acquario di Livorno.

Lucy è stata trovata spiaggiata e in stato di shock dopo una violenta mareggiata il 20 febbraio, dagli ufficiali della Capitaneria di Porto di Piombino in località Castagneto Carducci (LI). Cristina è stata recuperata il 14 luglio nelle acque davanti all’Isola di Montecristo, vittima della pesca illegale, una delle minacce più gravi per la fauna marina.

Entrambe le tartarughe sono state dotate di un microchip per facilitarne il riconoscimento nei futuri monitoraggi o recuperi. Non sono state applicate etichette metalliche esterne in quanto, essendo tartarughe giovani in fase di crescita, esse potrebbero interferire con lo sviluppo fisiologico degli arti.

Il rilascio è avvenuto grazie alla rete dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità (OTB) della Regione Toscana, coordinata da ARPAT, per il recupero degli esemplari spiaggiati e per il monitoraggio dei nidi di tartaruga marina Caretta caretta. L’operazione è stata organizzata dallo staff dell’Acquario di Livorno, in collaborazione con la Guardia Costiera, il Dott. Marco Saldavori, l’Ospedale Veterinario di Ardenza per le indagini radiologiche e ANPANA Livorno per la logistica.

È importante ricordare che, in caso di avvistamenti di esemplari in difficoltà, è necessario contattare immediatamente la Guardia Costiera chiamando il numero 1530 o il 112. La Guardia Costiera interverrà, consultandosi con gli esperti dell’Acquario di Livorno, per valutare la necessità di un intervento, fornendo indicazioni precise. È vietato catturare o issare a bordo di imbarcazioni private le tartarughe trovate in mare.

La storia di Lucy

Al momento del ritrovamento, Lucy, probabilmente nata nell’estate del 2025 e chiamata così dallo staff dell’Acquario di Livorno, era in condizioni critiche: misurava solo 9 x 8 cm e pesava 92 grammi.

Dopo il recupero, Lucy è stata trasferita al Centro di Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine dell’Acquario di Livorno, dove ha trascorso una notte in incubatrice per superare il trauma causato dalla mareggiata. In seguito, è stata collocata in una vaschetta poco profonda, per riacquistare gradualmente confidenza con l’acqua.

Le sue condizioni erano molto compromesse, ma grazie all’impegno e alla professionalità dello staff dell’Acquario di Livorno, e al supporto del Dott. Marco Salvadori, Lucy ha iniziato a mangiare e a guadagnare peso. Dopo mesi di cure e monitoraggio, la giovane Caretta caretta ha compiuto una straordinaria ripresa, arrivando a misurare 20 x 22 cm e pesare 1.400 grammi, con condizioni di salute idonee al ritorno nell’habitat naturale. Oggi Lucy è finalmente pronta a tornare nel Mar Mediterraneo.

La storia di Cristina

Al momento del ritrovamento, Cristina era intrappolata in un groviglio di palamiti illegali, con un grande amo conficcato nella bocca. L’amo aveva alterato la morfologia della sua bocca, rendendo difficile l’alimentazione e compromettendo le sue attività vitali. Trasferita al Centro di Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine dell’Acquario di Livorno, Cristina ha ricevuto immediatamente le cure necessarie.

All’arrivo, misurava 30 x 29 cm e pesava 3,1 kg, indicandone un’età di circa due anni. La rimozione dell’amo e delle lenze è avvenuta con successo e il recupero è stato rapido.

Sin dai primi giorni, Cristina ha mostrato grande vitalità e appetito, con una particolare preferenza per i gamberi, diventati presto il suo cibo preferito durante la riabilitazione. Grazie alle cure e al monitoraggio continuo dello staff dell’Acquario di Livorno, Cristina ha recuperato completamente, arrivando a misurare 30 x 32 cm e pesare 4 kg, ed è ora pronta a tornare nel suo ambiente naturale.

Il rilascio di Lucy e Cristina avviene a pochi giorni da un altro straordinario evento che ha visto protagonisti questi splendidi esemplari: l’emersione di 23 tartarughine sulla spiaggia di Tirrenia a fine agosto e l’apertura del nido, dove è stato trovato un altro esemplare appena nato. Queste operazioni sono state seguite da numerosi professionisti e volontari, coordinati dall’OTB, nel contesto del progetto Life Turtlenest, per proteggere la conservazione e la riproduzione di questa specie.

Le attività di monitoraggio della biodiversità marina in Toscana sono rese pubbliche in un Report annuale elaborato da ARPAT in collaborazione con i soggetti della rete OTB. I dati dell’ultimo report (link https://www.arpat.toscana.it/pubblicazione/il-monitoraggio-della-biodiversita-marina-in-toscana-nel-2025/) mostrano che, tra le 80 tartarughe Caretta caretta registrate nel 2025, 53 (il 66%) erano già morte, mentre 27 (34%) erano vive. Di queste ultime, quasi la metà (13) sono state avvistate in mare, 2 sono state catturate accidentalmente, 8 sono state recuperate in mare e 4 sono state trovate sulle spiagge. Inoltre, tra le 14 tartarughe vive recuperate, 4 sono state riportate in mare subito (inclusa una liberata dalla rete che l’aveva intrappolata) e 10 sono state trasferite ai centri di recupero, inclusi l’Acquario di Livorno.

CENTRO DI RECUPERO E RIABILITAZIONE PER TARTARUGHE MARINE

Le tartarughe marine abitano il nostro pianeta da 100 milioni di anni, ma la loro sopravvivenza è minacciata da molteplici cause di origine antropica e per questo sono specie protette dalla convenzione CITES.

La loro strategia riproduttiva, che non prevede cure né per il nido né per i piccoli, contribuisce alla loro vulnerabilità. Aggiungendo a questo i problemi legati alla pesca, all’inquinamento, all’ingestione di plastica e al traffico navale, è chiaro che la vita delle tartarughe non è affatto semplice; pertanto, hanno bisogno del sostegno di persone che si prendano cura di loro, soprattutto quando si trovano in difficoltà!

Salvare queste creature significa contribuire alla conservazione di un indicatore fondamentale per la salute degli oceani. Per questo motivo, l’I.S.P.R.A., insieme al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha redatto le “Linee Guida per il recupero, soccorso, affidamento e gestione delle tartarughe marine ai fini della riabilitazione e per la manipolazione a scopi scientifici”.

La vocazione dell’Acquario di Livorno per il salvataggio delle tartarughe è iniziata oltre 30 anni fa con il Progetto Tartarughe Marine per la costa toscana, e nel 2017, sotto la guida di Costa Edutainment S.p.A., ha ottenuto la deroga come Centro di Recupero e Riabilitazione, unico in Toscana per lunghe degenze.

Questo lavoro, supportato dall’azienda per contribuire attivamente alla salvaguardia dell’ambiente, può essere sostenuto da tutti noi seguendo alcuni semplici suggerimenti:

· Non gettare plastica né in mare né a terra

· Navigare mantenendo una distanza sicura in presenza di cetacei e tartarughe

· Segnalare i nidi se si notano tracce di tartarughe femmine emerse

· Segnalare gli animali trovati morti o in difficoltà

Fonte: Ufficio Stampa

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